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Pistoia

Bartolomei: grave errore, con questa crisi

Bartolomei: grave errore, con questa crisi

Il consigliere comunale di Pistoia Futura auspica un ripensamento, come è successo a Prato

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PISTOIA. «Il Monte dei pegni è lo strumento più antico per finanziare le famiglie in difficoltà, il più immediato e anche il più naturale. Chiuderlo è un grave errore».

Alessio Bartolomei, consigliere comunale di lungo corso (in questa legislatura sotto la bandiera della lista civica Pistoia Futura) e imprenditore, se la prende con la decisione della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia di chiudere lo sportello del Monte dei pegni, trasferendole l’attività a Firenze.

«In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo – continua Bartolomei – un presidio come quelo del Monte dei pegni risulta indispensabile. Eliminandolo, si lasciano le famiglie in difficoltà con l’unica alternativa di rivolgersi ai Compro Oro, con la differenza che queste ultime attività le costringono a svendere il loro patrimonio, mentre un bene depositato al Monte dei pegni poteva sempre essere riscattato».

Secondo Bartolomei la decisione della Cassa di risparmio è profondamente sbagliata e andrebbe ripensata rapidamente. Proprio per questo il consigliere di Pistoia Futura ha apprezzato la battaglia che Prato ha fatto, con in testa il vescovo, per far recedere la Banca popolare di Vicenza (proprietaria della Cassa di Prato) dalla stessa identica decisione.

«Ho letto quello che è successo a Prato – continua Bartolomei – e le motivazioni di monsignor Franco Agostinelli sono le stesse che sostengo io».

Ma ha provato Bartolomei a farsi spiegare dalla Caripit le ragioni della scelta? «Dicono – risponde il consigliere comunale – che a livello di gruppo (Caripit fa parte del gruppo Intesa Sanpaolo, ndr) ci sono stati dei problemi di gestione di questi sportelli. E poi c’è il fatto che questo sarebbe uno dei settori in cui la banca ci rimette. Ma è proprio questo fatto ad indicare che il Monte dei pegni è un servizio utile. Le somme assorbite non credo siano tali da creare dei problemi di bilancio».

C’è poi un’ultima considerazione che Bartolomei getta sul tavolo. «Noi pistoiesi – dice – ci stiamo facendo togliere tutto, pezzo per pezzo. Dopo aver perso l’autonomia della banca più importante, non possiamo farci togliere anche i pegni. È una questione di principio».

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