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«Non farò più il sindaco»

«Non farò più il sindaco»

Ceccarelli spiega la decisione di non ricandidarsi

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CUTIGLIANO. «Non mi ricandiderò alla prossime elezioni». Nemmeno un attimo di esitazione nella risposta del primo cittadino di Cutigliano alla nostra domanda su una sua eventuale ricandidatura alle amministrative di primavera 2014. Carluccio Ceccarelli, classe 1952, imprenditore turistico di professione, fu eletto per la prima volta sindaco di Cutigliano nel giugno 2009 a capo della lista civica “Cutigliano ci crede” che rappresentò una rottura totale rispetto alle tre amministrazioni precedenti. A poco meno di 8 mesi dalle prossime elezioni, Ceccarelli avrebbe tutte le carte in regola per puntare al 2° secondo mandato. «No, non mi ricandiderò – risponde alla domanda che più va di moda in questi mesi – è una decisione che ho maturato già dal 2008. Quando accettai di candidarmi, sottolineai che il mio impegno sarebbe stato solo quinquennale. E così sarà».

Perché questa scelta?

«Come amo dire, spazio ai giovani. Ho sempre creduto nella loro mentalità aperta e fruttuosa di idee nuove. Nel corso del mio mandato ho cercato più volte di stimolarli a partecipare al dibattito pubblico e lo scorso anno ho promosso la nascita di un gruppo under 40, la “Terza generazione”. Credo che diversi giovani abbiano un quadro piuttosto chiaro delle problematiche ed esigenze del nostro territorio. Il mio auspicio è di vederli scendere in campo come amministratori».

Con l’avvento del comune unico, la sua scelta potrebbe cambiare?

«“Assolutamente no. 5 anni di amministrazione in un piccolo comune richiedono dedizione quasi completa, sacrificando la famiglia, il lavoro, gli svaghi. Ancor più in questi anni di riforme istituzionali, tagli ai servizi cui si sono sommate le note vicende della Comunità montana. Me ne tornerò a fare l’albergatore ed il nonno a tempo pieno».

Un bilancio del suo mandato?

«I 5 anni non sono ancora finiti. Per adesso soddisfacente, specie se ripenso alla situazione di bilancio al nostro insediamento. Sapevamo che il Comune di Cutigliano era in difficoltà finanziarie e sul risanamento dei conti impostammo la campagna elettorale. Ma la situazione si rivelò più tragica del previsto. Dopo pochi mesi fui chiamato dalla Corte dei Conti ed il primo anno e mezzo lottammo per evitare il commissariamento. Negli ultimi 2 esercizi la situazione molto migliorata ci ha permesso di attingere ad alcuni finanziamenti e, grazie anche all’impegno dello staff comunale e di un ufficio tecnico divenuto molto più operativo, di realizzare opere importanti: 80mila euro di asfaltature, il rifacimento della palestra comunale, del tetto della scuola, della piazza di Pian degli Ontani, del ponte a Rivoreta, la sistemazione dei corsi d’acqua. Siamo riusciti a mantenere due plessi scolastici in buona efficienza e la piscina comunale. Tutto ciò senza accendere nuovi mutui e, nonostante qualche scelta sofferta come la soppressione del servizio scuolabus, senza chiedere particolari sacrifici ai cittadini. Il pareggio di bilancio resterà purtroppo un sogno che tuttavia avremmo realizzato se lo Stato non avesse ridotto in modo drastico i propri trasferimenti».

Cosa auspica per Cutigliano?

«La speranza è che l’Unione dei Comuni vada in porto portando velocemente al comune unico, prima che la fusione ci venga imposta dall’alto senza diritto ai finanziamenti oggi previsti. In ogni caso, sono contento di poter dire che adesso, a qualunque tavolo si siederà, Cutigliano potrà sentirsi al pari degli altri comuni e non più una Cenerentola dai conti disastrati».

Elisa Valentini

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