Il dolore
La biglietteria è ko Tre studenti multati e fatti scendere
Il controllore becca i giovani saliti senza biglietto a Pracchia Ma la macchinetta è rotta da mesi e allora scatta la protesta
Multati e fatti scendere alla stazione successiva. Appiedati in una landa deserta della montagna pistoiese. È accaduto a tre studenti universitari, due residenti in montagna e uno a Firenze, che erano saliti sul treno alla stazione di Pracchia sprovvisti del biglietto di transito. Evasori? No, semplicemente alla stazione di Pracchia non è possibile fare il biglietto perché la macchina distributrice non funziona da mesi. «Siamo andati alla stazione di Pracchia per prendere il treno delle ore 15.40 diretto a Firenze – raccontano Chiara, Bianca e Lorenzo- la macchina distributrice dei biglietti non funzionava, l'obliteratrice, la macchina per convalidare il viaggio, era spenta, abbiamo informato il capotreno che ci ha risposto poi vediamo. Il treno era da poco partito verso Pistoia quando è arrivato il capotreno chiedendoci i biglietti, gli abbiamo ripetuto ciò che gli avevamo detto poco prima. Lui ci ha risposto molto freddamente che dovevamo pagare una multa di circa 40 euro a testa. Siamo rimasti sbalorditi della richiesta e gli abbiamo risposto che non intendevamo pagare. Appena giunti alla stazione di Castagno, che dista pochissimi chilometri da quella di Pracchia, il capotreno ci ha intimato di scendere. Siamo scesi e siamo rimasti soli soli alla stazione senza sapere quali pesci prendere. Dovevamo andare all'Università di Firenze, ma niente da fare».
Venuto a conoscenza del fatto, perché uno degli studenti è un suo vicino di casa, l'architetto Roberto Prioreschi si è immediatamente recato alla stazione di Pracchia per verificare se effettivamente le cose stavano come a lui le hanno riferite. «Ancora peggio! – ci ha risposto l'architetto – Ho filmato tutto e posso consegnarvi una copia di ciò che ho registrato di quanto mi è stato detto. Alla stazione ho trovato una signora bolognese, che possiede una casa a Gavinana, che mi ha detto: guardi vengo qui spesso e posso dirle che la macchina per distribuire i biglietto non funziona da mesi, le obliteratrici non so esattamente da quanto ma oggi non funzionano».
L'architetto ha informato il 112 dell'accaduto, poi ha proseguito: «È troppo tempo che su questa linea ferroviaria della Porrettana le cose non vanno bene, e non se comprendono le ragioni. Tutti a partire dalla Regione Toscana incoraggiano ad usare i mezzi pubblici ad incominciare dal treno, ed è giusto. Ma come è possibile farlo in queste condizioni?». Graziano Gherardi, abitante a Campo Tizzoro, ha completato il quadro dei disagi alla stazione di Pracchia: «Ieri sera sono andato a prendere dei parenti in arrivo alla stazione col treno delle 19.50 la stazione era completamente al buio, sembrava una situazione spettrale. C'era davvero da aver paura, ma lei ce li manderebbe i suoi figli a prendere il treno?». Sabato prossimo è prevista l’iniziativa del Treno Slow sulla Porrettana. Un’occasione buona per riproporre anche il tema dell’abbandono e dei disservizi sulla linea.
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