Il dolore
“Scompiglio”: quel cavallo l’amavo
Il fantino squalificato per 10 anni dopo la morte di Mamuthones dice la sua, ma non spiega l’episodio
PISTOIA. La mazzata ricevuta al palio di Asti da Jonathan Bartoletti, oramai noto a tutti con il soprannome “Scompiglio” per i due pali vinti a Siena, è talmente pesante da digerire che lo stesso fantino ancora fatica a credere quel che è successo. Lo scorso 15 settembre, in sella al suo Mamuthones, è caduto al momento della partenza della corsa piemontese ed in quell’incidente il cavallo ci ha rimesso la vita rompendosi l’osso del collo.
Visionati i filmati, la giuria del palio astigiano ha sentenziato una squalifica di ben 10 anni per il fantino pistoiese che non ci sta e spiega quelle che sono le sue ragioni.
«Alcune opinioni – dice Bartoletti - hanno leso la mia immagine morale e professionale, ma ciò che più mi ha sorpreso sono le dichiarazioni del capitano del palio Enzo Clerico che, contravvenendo a quanto disposto dall'art.64 del regolamento, ha espresso opinioni e sanzioni prima ancora di avere terminato l'istruttoria della pratica, informando del provvedimento l'opinione pubblica in piena inosservanza del suddetto articolo che recita così: “avverso alle sanzioni o alle risoluzioni di controversie deliberate dal capitano e dal magistrato del palio è ammesso reclamo scritto entro 10 giorni dalla decisione impugnata. Il capitano ed il magistrato decideranno sul reclamo entro i successivi 30 giorni”».
Da qui l’idea che, come riportato anche su alcuni organi di informazione piemontese e su siti specializzati, sia stata data a “Scompiglio” una squalifica esemplare dopo le proteste delle associazioni ambientaliste che hanno espresso il proprio parere alla luce della morte di Mamuthones.
Un difetto di forma che stupisce, come detto dallo stesso Bartoletti, visto che questo è «ben comprensibile al presidente del consiglio del palio, al sindaco di Asti ed all’assessore che sono tutti avvocati».
Al di là degli aspetti legali, quindi, Jonathan Bartoletti preferisce non parlare ulteriormente di cosa è andato storto quel maledetto 15 settembre perché «c'è la convinzione di ricorrere rispettando il “Regolamento del Palio di Asti”. Qualora non soddisfatto, mi riserverò di esporre le mie ragioni in altra sede legale in merito all'evento accadutomi, “simile ad altri non sanzionati, in particolare il giorno seguente”, a dimostrazione che le regole alle quali ci sottoponiamo correndo il palio, non garantiscono pari giudizio». Da parte di “Scompiglio” che, nonostante i momentanei 10 anni di squalifica inflitti, potrà partecipare regolarmente al prossimo Palio di Siena arriva anche un pensiero per il suo cavallo morto in pista.
«Lasciatemi solo aggiungere – conclude Jonathan Bartoletti - che l'incidente che ha coinvolto il mio cavallo, dal sottoscritto messo a disposizione per correre il Palio, era un fedele amico con il quale ho passato ore, giorni e mesi di lavoro, per portarlo nelle migliori condizioni alla corsa, così come accertato anche in sede di controllo veterinario. Siamo caduti entrambi, con la stessa dinamica ed il mio primo dispiacere è per l’animale: per questo sono amareggiato per le dichiarazioni del capitano del palio che danno di me un ritratto umano e professionale che non mi rispecchia e che completamente rigetto».
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