Sicurezza
In 1300 per vedere da vicino il miracolo Dynamo Camp
Oggi l’Open Day per il centro di Limestre che fa terapia ricreativa a bambini malati Nel 2007 furono 60, alla fine di quest’anno saranno 1.163, c on 620 volontari
SAN MARCELLO. Neanche le pessime previsioni meteo e le sequenze di curve della Sr 66 sono riusciti a frenare l’afflusso di ospiti e volontari per l’anteprima dell’Open Day 2013 del “Dynamo Camp” di Limestre.
Alla fine della giornata, gli organizzatori stimano in 1.300 i visitatori totali, dei quali 700 circa sono stati gli ospiti invitati dalla direzione a vedere di persona come funziona il primo campo di terapia ricreativa in Italia per bambini malati.
Alle 12,30 si sono ritrovati tutti nel grande teatro dove il fondatore Vincenzo Manes e la vicepresidente esecutiva Maria Serena Porcari, hanno presentato le attività del Camp, sfruttando anche una serie di brevi filmati prodotti dall’ultimo nato tra le iniziative targate Dynamo, gli “Studios”.
È stato così possibile ripercorrere l’avventura di questa iniziativa, nata nel 2007 riconvertendo gli stabilimenti industriali della Smi di Limestre in spazi giochi, uffici, camerette, ma anche in un grande teatro e una sala mensa immersa nel verde dell’Appennino.
Quell’anno furono 60 i bambini malati accolti da Dynamo Camp. L’idea era semplice: offrire loro, in modo del tutto gratuito, un periodo di vacanza a contatto con la natura e con tante attività stimolanti, cercando di far dimenticare di essere bambini “speciali”. Se la felicità è terapeutica, allora Dynamo Camp avrebbe avuto successo. E i numeri, oggi, parlano di una scommessa largamente vinta.
Da allora, infatti, sono sempre, costantemente, cresciuti, fino ad arrivare ai 1.163 di quest’anno. Senza contare che ora Dynamo Camp accoglie anche famiglie intere oppure i fratellini e le sorelline dei bambini malati. Le patologie che possono essere accolte a Limestre sono 54, tra cui molte malattie tumorali, leucemia, malattie neurologiche e diabete.
L’85% degli ospiti sono italiani, ma da poco Dynamo Camp si è aperto anche all’estero. L’ultima sessione di quest’anno, dal 12 al 20 ottobre, vedrà presenti bambini e famiglie soprattutto da paesi del Medio Oriente.
Dynamo funziona, oltre che per l’impegno degli oltre 100 dipendenti e stagionali e dei 620 volontari, anche dei 2.200 donatori che ne sostengono finanziariamente l’attività. Sono grandi imprese ma anche tantissimi privati che donano quello che possono. Molto del merito va ai cosiddetti “ambasciatori” (142 solo in Italia), che organizzano eventi per raccogliere fondi. Manes ha voluto premiare il più bravo, Mario D’Urso, che con una iniziativa all’Ambasciata di Francia, ha raccolto 10.000 euro.
Sul palco è salito anche il questore Maurizio Manzo, che Manes ha voluto ringraziare per la targa donata al Camp dalla Polizia di Stato.
Tanti gli applausi dei presenti e i battimani con cui sono stati accompagnati i brani musicali dei video. Un solo momento di totale, completo silenzio: quando Vincenzo Manes ha ricordato i morti di Lampedusa. Nel grande teatro, stipato di più di mille persone, si sentiva ronzare l’aria condizionata.
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