Lutto
Bruni scrive ai candidati segretari Pd «Che futuro?»
PISTOIA. Paolo Bruni - Segretario PD Pistoia, nonchè da 31 anni operaio Breda ha scritto una lettera aperta sulla AnsaldoBreda ai candidati alla segreteria nazionale del Partito Democratico: On....
PISTOIA. Paolo Bruni - Segretario PD Pistoia, nonchè da 31 anni operaio Breda ha scritto una lettera aperta sulla AnsaldoBreda ai candidati alla segreteria nazionale del Partito Democratico: On. Giuseppe Civati On. Gianni Cuperlo On. Gianni Pittella Sindaco Matteo Renzi. Eccola:
«AnsaldoBreda è una realtà industriale importante nel panorama internazionale per la costruzione di materiale ferroviario e metropolitano; fa parte della holding Finmeccanica ed è una azienda che occupa – fra le sedi di Pistoia, Napoli, Palermo e Reggio Calabria – oltre duemila lavoratori che raddoppiano considerando l’indotto.
«Il mercato del trasporto pubblico su rotaia è in costante crescita; tutti gli indicatori dimostrano che per i prossimi decenni esso dovrà essere assolutamente incrementato se non vorremo far scoppiare le nostre città. E con l’alta velocità è ormai evidente che il treno, in determinate tratte, è competitivo e vincente sull’aereo.
«Da anni purtroppo chiudiamo i bilanci in rosso. Un handicap grave per stare sul mercato. Scelte sbagliate che provengono dal management del passato, insieme a comportamenti poco trasparenti e poco corretti, hanno “impantanato” l’azienda che per tanti anni è stata felice testimonial di Pistoia e del “Made in Italy” in Europa e nel mondo.
«Noi non abbiamo mai rivendicato assistenzialismo. Quello che vogliamo è una politica industriale seria e moderna come da troppi anni questo Paese non ha. AnsaldoBreda può essere una risorsa per l’Italia; una fonte di occupazione e ricchezza… purché in essa ci si creda e ad essa si diano gli strumenti per dimostrare di cosa è capace. Spezzettare un Gruppo (bad e new company) che nei confronti dei concorrenti è già fin troppo piccolo… venderci a player che abbiano solo l’interesse di acquisire quote di mercato… non può essere una scelta che guarda allo sviluppo e al futuro. Da anni diciamo che è necessaria una politica diversa; da anni sosteniamo di non essere contrari ad una alleanza strategica con partener internazionali purché affiancata da un piano industriale condiviso… da anni assistiamo invece ad un immobilismo che non ci consente di risalire la china e che ogni semestre vede la presentazione di conti costantemente negativi… quasi che per qualcuno il vero disegno strategico fosse questo: indebolirci a tal punto da rendere la (s)vendita l’unico ed inevitabile scenario possibile. Cari Civati, Cuperlo, Renzi e Pittella, Voi vi candidate a guidare un Partito che oggi è al governo del Paese con una alleanza anomala e che auspichiamo possa – nei prossimi anni – governare l’Italia con un profilo più progressista… quale politica industriale? E dentro a questa, quale prospettiva pensate possa avere l’Azienda in cui lavoro come operaio da oltre trent’anni».
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