Sicurezza
Arrestati dopo le spese con la carta rubata
PISTOIA. Nell'arco di una mattinata avevano speso quasi tremila euro in capi d'abbigliamento e accessori pagando con la carta di credito rubata il pomeriggio precedente durante una visita medica ad...
PISTOIA. Nell'arco di una mattinata avevano speso quasi tremila euro in capi d'abbigliamento e accessori pagando con la carta di credito rubata il pomeriggio precedente durante una visita medica ad una dottoressa. L’uomo e la sua compagna in avanzato stato di gravidanza, entrambi pistoiesi, erano stati pizzicati con gli acquisti illeciti in mano dalla polizia il 21 settembre scorso, ed erano stati denunciati in stato di libertà. Venerdì pomeriggio, però, per i due sono scattate le manette. Ritenuto il grave rischio di reiterazione del reato da parte dei due (visti anche i precedenti specifici), il gip del tribunale ha emesso nei loro confronti un’ordinanza cautelare: Michele Superbo, 39 anni, è stato arrestato dai poliziotti della Volante e portato in carcere; la sua convivente Martina Mari, 34 anni, ha ottenuto invece gli arresti domiciliari, in considerazione del suo stato di gravidanza.
Lo scorso 20 settembre, un venerdì pomeriggio, i due erano andati all’ospedale fiorentino di Careggi, dove avevano fissato una visita di controllo con una ginecologa, una dottoressa pistoiese di 38 anni che lavora nel capoluogo. E avevano approfittato di un momento in cui la donna era uscita dalla stanza per rubarle dalla borsa il portafoglio. Il medico si era accorto del furto solo al momento di uscire dall’ospedale, quando avrebbe dovuto passare il badge che aveva insieme ai documenti. Immediatamente era andata a sporgere denuncia, dimenticandosi però di bloccare la sua carta di credito secondaria, che utilizzava solo di rado.
Ed è proprio con quella carta di credito che i due pistoiesi, la mattina successiva, hanno deciso di fare acquisti nei negozi del centro, probabilmente con lo scopo di rivendere poi la merce e fare qualche soldo. Proprio per questo, per prima cosa hanno cercato di acquistare dei gioielli in un’oreficeria di via degli Orafi, ma il titolare, insospettito dal loro atteggiamento, si è rifiutato di vendergli, avvertendo subito il 113 quando i due sono usciti.
La coppia ha ripiegato quindi su alcuni negozi di abbigliamento: in uno è riuscita a farsi vendere circa 900 euro di merce, comprando un maglione da 235 euro, una Polo da 160 euro, un paio di jeans sempre da 160 euro e un giubbotto di pelle da 370 euro. Poi altri acquisti, sino ad arrivare alla bella cifra di 3mila euro. È andata loro male invece in una profumeria, sempre in via degli Orafi, dove la commessa (anche lei ha chiamato poi il 113) ha chiesto un documento d'identità per l'alta cifra che i due volevano spendere. L’uomo e la donna sono stati rintracciati quello stesso pomeriggio dai poliziotti della Volante in Galleria Nazionale, carichi di pacchetti, e denunciati a piede libero.
L'invito rivolto dalla questura ai possessori di carte di credito è quello di farsi attivare dai propri istituti di credito il servizio che tramite sms avvisa dei pagamenti in tempo reale.
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