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Pistoia

«Professionalità da rilanciare»

«Professionalità da rilanciare»

Mariani (Fiom): «Dirigenti non all’altezza, qui i treni li sappiamo fare»

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PISTOIA. La vicenda Fyra ha indebolito l’azienda pistoiese dei trasporti? Monica Mariani, Rsu Fiom, rigetta le accuse di scarsa professionalità arrivate da Belgio e Olanda. «Non ci possiamo esprimere in merito perché c’è una vicenda giudiziaria in corso. Il problema con Fyra non è di natura tecnica. Le modifiche fatte ai treni sono state certificate da enti terzi che ne hanno attestato la validità. È una commessa venuta dal passato, gestita male, e questo come Fiom lo abbiamo sempre sostenuto. Già ai tempi di Guarguaglini - ricorda Mariani - l’ad parlava di Finmeccanica 1 e 2. Sono state prese commesse perdenti, in modo da far vedere che c’era un portafoglio ordini gonfio e attirare possibili acquirenti. La commessa con la Danimarca per fortuna è finita. Erano prototipi, treni difficili da realizzare per noi. Belgio e Olanda sono grosse commesse che hanno rallentato i processi di sviluppo e portato in perdita. Ogni anno Finmeccanica ha ripianato i debiti, ma si è creata una voragine».

«I problemi - afferma Mariani - non sono i lavoratori all’interno della fabbrica, ma i dirigenti che si sono succeduti e che, tranne uno, non erano all’altezza. Non sapevano nulla di treni. Non ci va di passare da incompetenti. Le professionalità ci sono, l’Etr 1000 e il Frecciarossa lo dimostrano. Abbiamo bisogno di persone che vogliano rilanciarle». Prima che se ne vadano. «Gli impiegati di alto livello se ne stanno andando. La progettazione si è dimezzata negli ultimi due anni, anche per la scelta sciagurata di darne una parte ad aziende terze». (t.g.)

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