Italia
Alluvione di Natale, 24 cittadini parti civili
Indagato il presidente del Consorzio Ombrone. M il giudice chiede alla Procura di specificare meglio le accuse
QUARRATA. Sono 24 i cittadini ammessi ieri mattina come parti civili nel procedimento penale per disastro colposo contro Paolo Bargellini, presidente del Consorzio di bonifica Ombrone pistoiese, nei cui confronti la procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per gli allagamenti del Natale del 2009: il cedimento dell'argine del torrente mandò sott'acqua decine di abitazioni ed attività commerciali, fra Ferruccia, Barba, Vignole e Bottegone.
Il giudice dell’udienza preliminare ha accolto le richieste presentate dai legali delle parti offese: 14 residenti della Ferruccia, rappresentati dall’avvocato Adriano Lenzini; 6 della Caserana (avvocato Alessandro Oliva); due vivaisti di Bottegone, rappresentati dagli avvocati Elena Baldi e Fausto Malucchi; un commerciante e un residente della stessa frazione pistoiese (avvocato Michele Nigro). L'inchiesta penale fu aperta proprio in seguito ad un esposto presentato dai cittadini, in particolare da una sessantina di componenti del Comitato della Ferruccia.
Accolta l’istanza delle parti offese, il gup Roberto Tredici ha quindi rinviato l’udienza dopo aver chiesto al pm di specificare meglio le accuse indicate nel capo di imputazione, in cui si parla solo della rottura dell’argine dell’Ombrone nella notte tra il 24 e il 25 dicembre 2009 ma si fa rifermento ad allagamenti avvenuti anche in altre zone, così come nel fascicolo accusatorio nel suo complesso.
In caso di condanna, Bargellini, difeso dall’avvocato Andrea Niccolai, rischia la pena prevista dall'articolo 449 del codice penale: da uno a cinque anni di reclusione. Reato di cui il pm lo ritiene responsabile “poiché, quale presidente e rappresentante legale del Consorzio Ombrone, fin dal maggio 2000, per colpa - consistita nella mancanza di adeguati e sufficienti interventi di manutenzione ordinari e straordinari sulle opere idrauliche esistenti sul torrente Ombrone, in località Ferruccia (attività attribuite ai Consorzi di bonifica) - non impediva che l'evento meteorologico avvenuto in data 24-25 dicembre 2009 cagionasse un disastro, costituito dalla rottura dell'argine del torrente Ombrone, che determinava uno stato di calamità nelle frazioni di Ferruccia, Barba, Olmi e Vignole, nonché il collasso del sistema idraulico di tutto il territorio comunale di Quarrata e l'evacuazione dei fabbricati posti in via Brana ai numeri civici 171, 175, 177, 179 e 181 a causa dell'invasione delle acque”.
Tra le vittime dell’alluvione, anche due vivaisti e un commerciante di Bottegone, in via Bassa. L’azienda vivaistica di Franco e Massimo Matteini, come ufficializzato nella perizia giurata approvata dalla Provincia a suo tempo per il risarcimento del 17% dei danni, subì perdite (fra prodotto, macchinari e attrezzature) del valore di circa un milione di euro; sui 350mila euro i danni subiti dal vivaio Aldo Baldi. Il commerciante, titolare del negozio “Arredamenti”, a causa dei danni subiti, anche in successivi allagamenti, ha chiuso la sua attività.
Che quello di quattro anni fa sarebbe stato un Natale difficile gli abitanti della Piana pistoiese lo avevano capito già nella notte del 23 dicembre, quando l'Ombrone, alla Ferruccia, aveva raggiunto il livello di guardia di 5 metri e 70 centimetri. Il 24, intorno alle 13, ecco il cedimento di una decina di metri di argine all'altezza del Ponte dei Baldi, sulla sponda quarratina del torrente. Nessuna conseguenza, ma il corso d'acqua aveva ha continuato a gonfiare, e, passate da poco le tre del mattino di Natale, era schiantata una paratia di legno sull'argine aglianese. Il torrente aveva esondato. Poco dopo, anche il Quadrelli aveva tracimato. Alle 2,30 era stata chiusa al traffico via Fiorentina, agli Olmi e alle 3,17 aveva esondato il Calice, all'altezza di Ponte dei Bini. Alle 5,30 l'alluvione dagli esiti più disastrosi: erano franati circa 15 metri di argine dell'Ombrone, in località Casone dei Giacomelli, e l'acqua si era riversata nei vivai e nelle strade circostanti, e poi per le strade al confine con Barba.
All'indomani dell'alluvione, Paolo Bargellini replicò alle accuse contro l'inattività del Consorzio Ombrone snocciolando cifre: dei circa 6 milioni di euro di entrate dell'ente, il 35% viene speso mediamente per la gestione corrente, mentre il restante 65% serve a finanziare gli interventi di manutenzione. Fatto sta che in sede di approvazione di bilancio della Provincia di Pistoia, poche settimane prima dell’alluvione del Natale 2009, l’attività del Consorzio Ombrone venne contestata: nessuna manutenzione ordinaria, ma solo taglio dell’erba; in particolare niente era stato fatto per riparare i danni causati da nutrie e volpi, che avevano scavato le proprie tane nell’argine dell’Ombrone.
Massimo Donati
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