Il Tirreno

Pistoia

«Una casa vera per mia figlia»

di Corrado Benzio
«Una casa vera per mia figlia»

Appello di un camionista costretto a fare trasporti al nero e a vivere in stanza d’hotel con la moglie

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PISTOIA. E’ uomo di grande dignità, Ivo Vigni. Ha 58 anni ed una figlia giovanissima di 11 anni che va a scuola. Ad Agliana dove la famiglia di Vigni ha sempre vissuto. E dove vorrebbe continuare a vivere. E’ una storia di dignità ma anche la testimonianza di cosa sia la crisi per gli italian i.

«Vivo con mia figlia e mia moglie in un hotel – racconta Vigni al nostro giornale – a spese mia, non del Comune. Purtroppo non trovo una casa dove andare a stare. Il motivo? Molto semplice. Mi chiedono 2-3 mesi di affitto anticipato e io quei soldi non li ho, perchè devo dare da mangiare a mia figlia e a mia moglie».

E così per Ivo la beffa è doppia. «Il Comune è disponibile ad dami un contributo come integrazione per l’affitto. Ma se la casa non ce l’ho, che contributo mi danno? E’ veramente un gatto che si morde la coda».

Vigni faceva l’autista per una ditta di Prato. E’ stato a lungo malato, poi è arrivata la crisi e alla fine è stato licenziato. La moglie, 43enne, è sempre stata casalinga: «Mia moglie non ha mai lavorato, è sempre stata a casa».

Risultato, come fa a campare una famiglia senza i genitori che lavorano?

«E’ facile e non mi nascondo nel dirlo: mi chiamano per fare dei trasporti coi camion, lavorando al nero. Insomma vengo pagato e con quel poco che mi danno sopravvivo». E non crediamo che qualcuno

lo vada a cercare per chiedergli conto dell’Irpef non pagata. Almeno quello...

Ma Vigni si è rivolto al nostro giornale per un altro motivo.

«Andando alla Caritas di Pistoia – racconta – sono riuscito a farmi dare una stanza dove portare la famiglia. Ma questa stanza si trova a Pistoia, nelle vicinanze della caserma dei vigili del fuoco. Come faccio io a vivere a Pistoia e portare mia figlia a scuola ad Agliana. Come faccio che non ho i soldi. O la porto a scuola o le do da mangiare».

Sembra che fra Vigni e l’addetta della Caritas ci siano state anche un po’ di convergenze.

«Purtroppo sono molto nervoso. Le ho anche detto alla signora: si mette nei panni di un padre con una figlia, Ma questa mi ha risposto che non aveva intenzione di mettermi nei miei panni».

A parte uno scatto d’ira comprensibile per una persona in questa situazione, Vigni chiede di potere avere una casa in affitto dove potere vivere dignitosamente non lontano dalla scuola dove frequenta la figlioletta.

Intanto la Caritas diocesana gli ha garantito un contributo di mille euro, una tantum . Poi deve cercarsi questa via di uscita, da solo.

«Mi rivolgo al vostro giornale – spiega ancora – perchè non so più con chi parlare, a chi affidarmi, a chi chiedere un po’ di aiuto per mia figlia più che per me».

Un appello che giriamo ai nostri lettori di Agliana. Dove peraltro l’uomo è conosciuto come persona irreprensibile.

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