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Pistoia

Rimossi i “super cassonetti” interrati

Rimossi i “super cassonetti” interrati

Costati decine di migliaia di euro, avrebbero dovuto introdurre la tariffa puntuale. Sono stati usati solo pochi mesi

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QUARRATA. C’è chi l’ha definita una «sperimentazione», come il Cis e i Comuni. Chi invece, è il caso di molti cittadini, parla di spreco di denaro pubblico con beffa annessa. Fatto sta che dopo un pensionamento lampo nel 2006 – mai giustificato dai proponenti e seguito da 7 anni di abbandono - adesso arriva la rimozione per i “supercassonetti” interrati della raccolta differenziata. Secondo le promesse di amministratori e vertici aziendali, la sperimentazione avrebbero dovuto introdurre la tariffa puntuale basata sul “più differenzi, meno paghi”. In realtà ha portato solo degrado e spese inutili.

«A Montale – informano adesso dal Cis - sono già stati rimossi, mentre ad Agliana le operazioni sono in corso. Seguirà l’intervento su Quarrata. L’opera sarà completata entro il 2013». Sette anni fa le campane per la raccolta di carta, organico, residuo e multimateriale leggero, furono posizionate in diverse zone della Piana. Il Cis, interpellato dal Tirreno, al momento non ha fornito i costi dell’installazione, ma soltanto quelli dell’attuale rimozione: 8400 euro (Iva esclusa). I “supercassonetti”, interrati per due terzi, funzionavano con una tessera magnetica che serviva a determinare la quantità di indifferenziato buttato via dalla singola famiglia per poi calcolarne la bolletta. Il sistema è quello della tariffa puntuale chiesta a più riprese dagli utenti, intenzionati a pagare per i rifiuti effettivamente prodotti.

Nel 2006, in vista dell’attivazione del nuovo metodo di raccolta, furono avvertite centinaia di famiglie. Rientrava nella sperimentazione, ad esempio, l’area dei Ronchi, con 120 nuclei coinvolti. Alcuni cittadini si ricordano bene, ancora oggi, delle riunioni informative indette dal Cis. A fronte di risultati soddisfacenti e di un investimento già fatto però, a un certo punto qualcuno cambia idea. «Dopo qualche mese, forse sei o poco più, dall’attivazione, ci arrivò una lettera in cui il Cis ci ringraziava per il risultato raggiunto, ovvero il 60% di differenziata, informandoci inoltre che da lì a qualche giorno i cassonetti elettronici sarebbero stati chiusi. Restammo basiti e pensammo a una sospensione momentanea» spiegava un cittadino di via Allende l’anno scorso al Tirreno, per denunciare lo stato di abbandono delle campane. I sindaci, interpellati subito dopo la segnalazione del residente – l’ultima di una serie - non seppero dare risposte, ma solo consigli, ad esempio quello di chiedere a chi c’era all’epoca della sperimentazione. Ma chi c’era all’epoca non ricorda.

Beatrice Faragli

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