Il Tirreno

Pistoia

La Breda si ferma, non vuole la vendita

di Tiziana Gori
La Breda si ferma, non vuole la vendita

Iniziativa davanti ai cancelli e due ore di stop nello stabilimento e nell’indotto: «C’è solo un piano per la dismissione»

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PISTOIA. Due ore di sciopero oggi e una nuova iniziativa di protesta la prossima settimana, quando sarà noto l’esito dell’incontro tra il consiglio di amministrazione di Finmeccanica e il governo. «E prima - spiega Paolo Mattii, segretario provinciale della Fiom Cgil - dell’incontro in programma l’11 ottobre tra le segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali e lo stesso esecutivo».

I lavoratori AnsaldoBreda incrociano le braccia in segno di dissenso verso i progetti di Finmeccanica per AnsaldoBreda e le altre aziende del settore civile. L’amministratore delegato Alessandro Pansa ha rappresentato due possibilità il 23 settembre ai sindacati metalmeccanici: la cessione all’americana General Electric o l’intervento della Cassa depositi e prestiti. Dopo la divisione della socieà attuale in una bad company con tutti i debiti e in una nuova società che dovrebbe comprendere solo gli stabilimenti di Pistoia e Napoli.

«Quello che c’è stato presentato - sostiene Mattii - è semplicemente un piano di dismissione». Le obiezioni sono note. General Electric non ha interesse a sviluppare il settore ferroviario. Tra le aziende Finmeccanica non ha mai nascosto di essere soprattutto interessata ad Ansaldo Sts, che si occupa di segnalamento e chiude i bilanci in attivo. La bad company sarebbe invece resa necessaria dall’intervento della Cassa depositi e prestiti (che non può investire in un’azienda in rosso com’è attualmente AnsaldoBreda), ma creerebbe uno “spezzatino” con realtà industriali troppo piccole per competere sul mercato. «La Cassa depositi e prestiti - aggiunge Mattii - può dare le risorse, ma se manca un piano industriale non andiamo da nessuna parte. Noi chiediamo l’operazione industriale insieme all’operazione finanziaria».

Lo sciopero è sostenuto unitariamente da Fiom Cgil, Fim Cisl, Uil Uilm e Ugl, e sarà articolato in un’astensione mattutina di un’ora e di un’ora pomeridiana dal lavoro, sia dei lavoratori dello stabilimento, che delle imprese dell’indotto.Si attende una massiccia adesione. La vicenda dei treni Fyra in Olanda e Belgio si interseca con le recenti volontà espresse da Finmeccanica, e la tensione è alle stelle. Quasi sicuramente Pansa confermerà stamani al governo quanto annunciato il 23 settembre, con i sindacati che chiederanno invece nel confronto al Ministero dello sviluppo economico dell’11 ottobre di bloccare i piani della partecipata statale. L’unica soluzione possibile, si sostiene, è quella in grado di assicurare un rilancio produttivo di tutti gli stabilimenti AnsaldoBreda. «Incomprensibile» la mancanza di volontà di Finmeccanica d’investire in un settore strategico e in espansione a livello mondiale come quello ferroviario.

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