«Così chiudiamo in due anni, serve un piano di rilancio»
Sciopero di due ore dei lavoratori davanti ai cancelli di via Ciliegiole. Oggi l’incontro tra il cda di Finmeccanica e l’esecutivo
Rabbia, preoccupazione, voglia di guardare al futuro. Sono queste le sensazioni che agitano gli animi dei 700 lavoratori di AnsaldoBreda alla vigilia dell’incontro tra il consiglio di amministrazione di Finmeccanica e il governo. Alta l’adesione allo sciopero unitario di due ore proclamato dai sindacati metalmeccanici. Secondo Cgil, Cisl, Uil e Ugl siamo intorno all’80%. Il piano di Finmeccanica, è il commento di Diego Breschi (Fiom Cgil) e Tiziano Fabbri (Ugl), «consegna AnsaldoBreda e il suo indotto alla prospettiva della chiusura nell’arco di due - tre anni, una volte finite le commesse in corso». Non saranno sufficienti le risorse messe in campo dall’ingresso della Cassa depositi e prestiti «senza un piano industriale di rilancio e sviluppo del settore ferroviario in Italia».
Previsto un altro sciopero la prossima settimana, prima dell’incontro fissato per l’11 ottobre tra i sindacati e il governo al Ministero dello Sviluppo economico. Juri Citera (Fiom Cgil) chiama all’appello istituzioni locali e regionali. Duro l’affondo contro il presidente della Regione Enrico Rossi. «Dov’è ora lui, che nel luglio 2011 promise che si sarebbe sdraiato qui per terra prima di consentire la vendita di AnsaldoBreda? Dalla Regione non abbiamo visto un euro».
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