La manifestazione
Publiservizi, tra sette mesi la scissione
Eletto il nuovo vertice che dovrà guidare la holding delle “Publi” allo smembramento. Il presidente è Stanghellini
PISTOIA. Cambia il gruppo dirigente e, soprattutto, cambia il vento a Publiservizi. L’azienda pubblica i cui maggiori azionisti sono i Comuni di Pistoia (26% del capitale sociale) ed Empoli (21) ha iniziato con l’assemblea di ieri ad Empoli il cammino che la porterà ad una scissione consensuale, ogni socio con la sua “fetta” di patrimonio societario, fatto di partecipazioni nelle spa operative dell’arcipelago “Publi”, come Publiambiente, Publiacqua o Toscana Energia. È la concretizzazione della linea espressa due anni fa dal sindaco Samuele Bertinelli, che parlò espressamente di necessità di superare l’esperienza di Publiservizi, l’idea cioè che per controllare le aziende pubbliche i Comuni tenessero in piedi una holding attraverso la quale (e non più direttamente) prendere le decisioni fondamentali. Oggi il superamento di questa idea inizia a concretizzarsi con delle scelte condivise da tutti i soci della spa.
Il nuovo presidente di Publiservizi è Lorenzo Stanghellini, professore ordinario di diritto commerciale all'Università di Firenze. È tra i più illustri giuristi in materia di diritto commerciale, è stato chiamato a svolgere attività accademiche a Cambrige, Oxford, alla Columbia University, Berkeley, Stanford. A lui sarà affidato il compito di «definire, nel termine massimo di sei mesi, e comunque non oltre il 30 aprile 2014, un prospetto finalizzato alla definizione di un progetto operativo di scissione, da portare alla procedura di approvazione nella assemblea dei soci». L'indicazione è stata proposta unitariamente e votata durante l'assemblea di stamattina che aveva all'ordine del giorno dell'assemblea il rinnovo della composizione del Cda. Amministratore delegato è stato invece nominato, su designazione di Empoli, l’ex vicesindaco Filippo Sani.
Nella seduta del 19 settembre, i Comuni soci hanno votato all'unanimità un documento d'indirizzi per il nuovo consiglio d'amministrazione. Nel documento si afferma che i Comuni hanno da tempo aperto una riflessione sulle prospettive della società e riscontrano come «quel progetto di ampia aggregazione che Publiservizi avrebbe dovuto rappresentare sia oramai da considerarsi esaurito e che gli attuali assetti societari risultino insufficienti e disomogenei dinanzi alla prospettiva imminente di processi di aggregazione necessari alla gestione di servizi pubblici locali, quali rifiuti e acqua... Ritengono dunque che possa essere il momento di consentire alle varie rappresentanze territoriali di riappropriarsi della quota parte di patrimonio della società, e che si debba giungere a tale risultato con procedimenti e atti che escludano la liquidazione della società stessa e si fondino invece sulla piena condivisione di una delibera straordinaria di separazione consensuale, a partire da ipotesi di scissione societaria».
L'amministrazione ha indicato anche la dirigente e vicesegretario generale del Comune Daria Vitale, come membro del cda. Proposta, anch'essa raccolta dall'assemblea. Il cda di Publiservizi è formato da 5 membri e rimane in carica fino all'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio. Le nomine del professor Stanghellini e della dottoressa Vitale saranno oggetto di una comunicazione del sindaco durante la prossima seduta del consiglio comunale.
Ieri c’è stato anche il commiato dell’ex amministratore. «Con questa assemblea termino il mio secondo mandato - ha detto il pistoiese Andrea Bonechi nel saluto che ha fatto ai sindaci dopo 6 anni al vertice di Publiservizi - e ho avuto la fortuna di fare un’esperienza straordinaria». Sui risultati ha aggiunto: «Nel secondo mandato la priorità è stata data priorità all’equilibrio finanziario di medio lungo periodo ed alla capacità di remunerazione del capitale investito dai soci. In tale ottica, sono state portate a termine tutte le attività volte a stabilizzare i flussi finanziari, in entrata ma soprattutto riferiti alle posizioni debitorie, e si sono via via ridotti ai minimi i debiti».
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