Attenzione
Rosini, solo 38 vanno in «cassa»
La precisazione dell’amministratore: l’azienda sta lavorando
QUARRATA. «Certo che abbiamo delle difficoltà, ma in cassa integrazione abbiamo 38 lavoratori, non 83». La precisazione arriva dall’amministratore delegato della storica azienda quarratina di divani, Franco Rosini.
«La cassa è stata chiesta per tre mesi – continua Rosini - e per il momento soltanto 38 dipendenti rimangono a casa. Gli altri lavorano tutti, perchédi attività da svolgere ce n’è. In realtà abbiamo semplicemente trasformato i contratti di solidarietà che avevamo attivi nei mesi scorsi e che riguardavano la metà dei dipendenti. Adesso utilizziamo lo strumento della cassa integrazione, ma il messaggio che vorrei diffondere è che l’azienda Rosini è regolarmente in funzione».
Cassa integrazione per neanche la metà dei dipendenti effettivi dell’azienda, dunque. Anche se – come spesso avviene in questi casi e come “Il Tirreno” aveva sottolineato nell’edizione di ieri – la richiesta di ammortizzatori sociali è stata formulata per la totalità dei dipendenti. Questo renderà più elastico e semplice modificare il numero dei dipendenti in “cassa” sulla base delle esigenze produttive.
D’altra parte lo strumento stesso della cassa integrazione ordinaria serve appunto a questo, cioé ad affrontare temporanei cali della domanda di prodotti. Da non confondersi, quindi, con la cassa integrazione straordinaria che, viceversa, viene concessa in caso di crisi strutturali aziendali e che spesso risulta l’anticamera della messa in mobilità.
(f.cl.)
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