Sicurezza
Infilzato sulla cancellata dei carabinieri
Gravissimo 31enne che ha cercato di scappare saltando da un terrazzo della caserma: doveva essere espulso
CASALGUIDI. Uno scatto improvviso e, balzato sulla ringhiera del terrazzo, ha spiccato il salto. Ma le sue speranze di fuga si sono tragicamente infrante contro la cancellata che circonda la caserma dei carabinieri: il 31enne clandestino albanese è rimasto infilzato all’altezza dell’inguine in una delle accuminate sbarre verticali, che gli ha tranciato la vena safena destra. In arresto cardiaco a causa della gran quantità di sangue perso, dopo essere stato rianimato grazie al tempestivo intervento della Misericordia, Saimir Cupi, sottoposto ad un lungo intervento chirurgico, si trova ricoverato in condizioni critiche all’ospedale San Jacopo di Pistoia.
Il tragico incidente è avvento poco dopo le dieci di ieri mattina a Casalguidi, in via Matteotti. Un arresto per droga e diversi precedenti di polizia alle spalle, Cupi, clandestino dal 2011, dopo la fuga dal centro di permanenza di Modena, era stato fermato poco prima in paese da una pattuglia dell’Arma mentre stava aspettando l’autobus alla fermata. I carabinieri, controllata la sua identità, avevano scoperto che su di lui pendeva un decreto di espulsione emesso dalla prefettura di Pistoia nel giugno di due anni fa e per questo lo avevano portato nella caserma di via Matteotti. E da lì, verso le dieci, terminate le pratiche burocratiche, stavano per portarlo in questura a Pistoia, per l’esecuzione dell’espulsione, quando ha cercato di fuggire.
La caserma dei carabinieri di Casalguidi, circondata da un piccolo giardino, si trova ad un livello più elevato di circa tre metri rispetto alla strada, a cui si arriva scendendo due rampe di scale e superando il cancello d’ingresso. È dal terrazzo del giardino tra le rampe di scale che Saimir Cupi (non essendo in stato di arresto non era ovviamente ammanettato, né poteva essere trattenuto dai militari) ha spiccato il suo salto: non è stata tanto l’altezza ad essergli fatale, quanto la distanza in orizzontale – di almeno due metri – tra la ringhiera e la cancellata che si affaccia sulla strada.
Una vera e propria lancia la sbarra verticale che lo ha trafitto tra l’inguine e la gamba destra, devastandogli la vena safena, uno dei principali vasi sanguigni del corpo umano. Le sue urla strazianti sono state sentite da tutto il vicinato. Con l’aiuto di una persona il 31enne albanese è riuscito a calarsi sul marciapiede e ha cercato nonostante tutto di allontanarsi, ma si è accasciato a terra in un lago di sangue dopo pochi passi.
Dato l’allarme al 118, sul posto è accorsa in pochi minuti l’ambulanza Asa della Misericordia di Casalguidi e Cantagrillo. I soccorritori, già prima dell’arrivo dell’automedica, hanno provveduto a tamponare l’emorragia, ma la quantità di sangue che Capi aveva perso era già così elevata da causargli un arresto cardiaco. Grazie alle manovre di rianimazione e al defibrillatore, il suo cuore ha ripreso a battere dopo qualche minuto. Quindi, la corsa in codice rosso verso l’ospedale di Pistoia, dove è stato immediatamente sottoposto ad un delicato intervento chirurgico – che si è protratto per ore – per la ricostruzione della vena straziata dalla cancellata. Il giovane albanese è stato poi ricoverato in prognosi riservata in rianimazione.
I familiari del 31enne albanese vivono da tempo a Casalguidi ed è probabilmente su di loro che ha fatto affidamento in questi due anni di clandestinità. Sul luogo dell’incidente sono subito accorsi il padre, la madre e un cugino.
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