Attenzione
Serravalle, la Cgil insorge per il servizio scuolabus
La preoccupazione della Filt, che accusa l’azienda: «Copit ha perso a favore di un privato che non ha il trasporto persone come attività principale»
PISTOIA. Ha vinto il bando, ma dagli atti visionati dalla Cgil non ha come attività principale il servizio di scuolabus. Una doppia beffa, secondo la Filt (il sindacato dei trasporti della Camera del lavoro). A Serravalle, sostiene Riccardo Benincasa, il Copit ha perso il servizio, e a favore di un’azienda privata di Manfredonia (Foggia) che non ha come attività primaria il trasporto di persone.
Timori per l’occupazione. La Filt sente i brividi sul collo per il timore di ricadute occupazionali negative (leggisi perdita di posti di lavoro). I tre autisti degli scuolabus di Serravalle sono stati impiegati in altre mansioni, ma si attendono novità ben peggiori nei prossimi mesi.
«Siamo rimasti sorpresi - afferma Riccardo Benincasa, della Filt Cgil - che il Copit, di cui il Comune serravallino detiene quote societarie, non sia riuscito ad aggiudicarsi il servizio messo a gara. Temiamo ricadute negative sui livelli occupazionali. Copit impiegava 3 addetti sugli scuolabus di Serravalle. Il personale è stato spostato altrove, ma si è persa un a porzione di lavoro e un affidamento negli enti locali. Quando succede in un’azienda pubblica che dimensiona gli organici sui contratti di servizio si fa presto a prevedere esuberi».
Di Copit è in quota parte proprietario il Comune di Serravalle «che perde un affidamento importante a favore di un privato che non applica il Contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento, e che da atti pubblici non ha come principale attività il trasporto di persone. Ricordando - afferma Benincasa - quanto sia delicato il trasporto dei bambini a mezzo scuolabus, la Filt vorrebbe far riflettere, perché episodi come quello di Serravalle non abbiano a ripetersi».
Quote societarie. Filt è preoccupata per le novità degli ultimi mesi: «Alcuni Comuni - cito Pieve a Nievole - stanno cedendo le quote societarie di Copit. Pieve a Nievole le ha messe sul mercato in agosto. Tutto questo per effetto di un recente dispositivo di legge che obbliga gli enti locali al di sotto dei 30mila abitanti ad uscire dalle partecipazioni pubbliche. Di fatto, altri Comuni montani soci di Copit stanno valutando di seguire Pieve a Nievole. Vogliamo portare l’attenzione su questo tipo di adeguamento normativo da parte dei piccoli Comuni, perché in termini occupazionali (tenuta dei livelli e regimi salariali) la maggioranza societaria di Copit Spa a controllo pubblico non è la stessa cosa che una maggioranza privata in un’azienda che nasce a prevalente capitale puublico. Da vie ufficiose ma attendibili - conclude Benincasa - abbiamo notizie che ai Comuni che mettono a gara le proprie quote di Copit stanno arrivando solo offerte di privati».
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