Il Tirreno

Pistoia

La Varvarito rimane a San Giorgio

La Varvarito rimane a San Giorgio

La ditta di inerti non si trasferirà (almeno per un anno) ai confini con Agliana

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La gioia degli operai davanti alla Prefettura, il sorriso dei titolari Franco e Monia, l'abbraccio tra dipendenti e datore di lavoro come in una grande famiglia. Se sulla Varvarito Lavori si potesse scrivere un romanzo, ci sarebbe il lieto fine, almeno per un centinaio di persone: ci sono voluti dieci mesi prima di leggerne l'ultimo capitolo. Ma, alla fine, una sede per la Varvarito c’è. Ed è a pochi metri da quella dove finora l'impianto ha macinato materiali inerti, tra San Giorgio e Paperino, su un'area di proprietà della Varvarito stessa.

Fine (quasi) di una vicenda dai delicati risvolti urbanistici e occupazionali, con la certezza che per tutto il 2014, l’azienda orfana di un sito operativo dal primo ottobre (erano scaduti i permessi in proroga da gennaio 2012), si sistemerà in via Lille, su quei terreni agricoli di cui il Comune non aveva mai voluto cambiare destinazione urbanistica. In questo caso però, si tratta di una soluzione provvisoria per tutto il 2014, dopodiché (ma non è detto) dovrebbe avvenire il trasloco a Viaccia perché qui l'azienda a giugno si era aggiudicata un'asta comunale per l'acquisto dei terreni.

Tramontata pochi giorni fa l'ipotesi del Calice come soluzione alternativa, ecco che ora gli operai sono pronti a fare le valigie per San Giorgio, dopo il via libera del tavolo istituzionale convocato ieri mattina in Prefettura. «Fra i vari siti in discussione - fa notare il presidente della Provincia Lamberto Gestri - quello di San Giorgio presenta meno problematiche dal punto di vista ambientale: oltretutto a novembre 2012 la procedura di verifica d'impatto ambientale era stata fatta dalla Provincia su presentazione della Varvarito». Ma se in passato il veto su San Giorgio era legato alla vocazione agricola dei terreni, sembra che sul provvisorio non occorra modificare la destinazione urbanistica degli stessi: entro un mese l'azienda sarà messa in condizioni di spostarsi. A illustrare il cambio di rotta ai lavoratori il sindaco Roberto Cenni. «Prenderemo un provvedimento con tutte le tutele necessarie: trovo ingiusto che in una situazione di crisi, non si tenga conto delle necessità dell'impresa. L'autorizzazione temporanea durerà per tutto il 2014, in attesa di trovare un luogo definitivo (non cita Viaccia, ndr). Il Comune ha la responsabilità di individuare aree idonee per questo tipo di lavorazione». Si commuove intanto Franco Varvarito, dopo tanto tira e molla, soddisfatto anche perché erano anni che caldeggiavano di potersi trasferire a San Giorgio. «Abbiamo avuto fiducia nelle istituzioni, in primis nella persona del prefetto, e siamo stati ripagati.

Se gli operai tirano un sospiro di sollievo perché finisce l'incubo della cassa integrazione, il comitato di San Giorgio annuncia battaglia, fissando per lunedì 7 un'assemblea all'ex cinema parrocchiale di San Giorgio (alle 21). «La decisione è così sconcertante, proprio perché dopo i colloqui avuti con gli assessori provinciali e comunali, che confermavano l'esistenza di vincoli anche sul nostro territorio, ne viene sconfessato l'operato. A questo punto questi assessori dovrebbero dimettersi».

Maria Lardara

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa