Il Tirreno

Pistoia

Dell’Anno tornerà a guidare la Procura

di Massimo Donati
Dell’Anno tornerà a guidare la Procura

Il Consiglio di Stato boccia il ricorso del Csm: va eseguita la sentenza del Tar col ritorno del giudice alla guida dei pm

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PISTOIA. La sentenza dovrà essere eseguita. Il Consiglio di stato ha infatti respinto l’istanza avanzata dal Csm di sospensione dell’efficacia della sentenza, depositata nel marzo scorso, con cui il Tar del Lazio aveva annullato la deliberazione con cui, il 19 aprile 2012, scaduto il suo mandato quadriennale, il plenum del Consiglio superiore della magistratura non aveva confermato Renzo Dell’Anno alla guida della procura della Repubblica di Pistoia.

Sarà adesso lo stesso Tribunale amministrativo a decidere le modalità di esecuzione della sua stessa sentenza: il 9 ottobre, a Roma, è fissata l’udienza del giudizio di ottemperanza richiesto dallo stesso Dell’Anno. Salvo rinvii, già tra otto giorni il Tar potrebbe nominare un commissario ad acta con il compito di ottemperare alle disposizioni della sentenza al posto del Csm.

Fino a quel momento, così come deciso a suo tempo in accordo tra loro da Renzo Dell’Anno e dal pm Giuseppe Grieco, quest’ultimo continuerà a rivestire il ruolo di procuratore capo facente funzione. Motivo, quello della reggenza in atto, che è in fondo alla base dell’ordinanza del Consiglio di Stato, in quanto garanzia, secondo i giudici della quarta sezione, per scongiurare quel “danno grave e irreparabile” paventata dal Csm nelle motivazioni della propria istanza di sospensiva.

Nel marzo scorso, con la loro sentenza, i giudici della prima sezione del Tar del Lazio avevano bocciato praticamente tutti i rilievi che il Csm aveva mosso per respingere la domanda avanzata da Dell'Anno per restare in carica altri quattro anni. Dal momento in cui sarà eseguita, il plenum del Csm dovrà procedere ad una nuova valutazione della richiesta, escludendo però tutti i profili negativi su cui si era basata la deliberazione di non conferma e giudicati irrilevanti dal tribunale amministrativo. Nel frattempo, l'orologio della procura, dovrebbe essere rimesso indietro al 19 aprile 2012: è probabile che l'anno e mezzo vissuto nel limbo da Renzo dell'Anno – che ha continuato sì a lavorare quotidianamente nel suo ufficio del palazzo di giustizia ma come semplice sostituto – debba essere recuperato, facendo partire il suo prossimo eventuale quadriennio da procuratore capo solo dal momento in cui sarà depositata la nuova valutazione del Csm.

I giudici amministrativi romani (presidente Calogero Piscitello, consiglieri Angelo Gabbricci e Anna Bottiglieri) avevano analizzato i rilievi negativi del Csm giudicandoli poi ininfluenti alla luce dei motivi del ricorso presentato da Dell'Anno.

«Orbene - si legge nella sentenza - non vi è anzitutto dubbio che il Csm ha tenuto un comportamento contraddittorio». E ancora: «...la decisione di negargli la conferma avrebbe dovuto sorreggersi su di un complesso coerente di giustificazioni». Per quanto riguarda le accuse mosse dal Csm all'organizzazione dell'ufficio decisa da Dell'Anno, il Tar aveva ribattuto che questa non aveva determinato alcun tangibile pregiudizio per l'efficienza del servizio. Condivise dal Tar anche le motivazioni del procuratore alla base della ripartizione del lavoro tra i vari sostituti: «Riguardo agli addebiti organizzativi, nel suo giudizio il Csm ha attribuito eccessivo, e dunque illogico, rilievo a inadempimenti essenzialmente formali, secondari in una struttura di contenute dimensioni come la procura di Pistoia». Bocciati anche i rilievi relativi alla presunta violazione dell'autonomia dei sostituti. Il Tar aveva riconosciuto che Dell'Anno non aveva fatto che applicare la legge, anche in materia di misure cautelari: «Le misure cautelari disposte devono essere di massima conosciute e approvate dal procuratore, salvo deleghe preventive sempre revocabili».

Unico rilievo condiviso dal Tar - che lo ritiene però insufficiente per la mancata riconfema - è sulla linea guida consigliata da Dell'Anno ai pm per limitare il numero dei processi: concedere le attenuanti generiche agli imputati che presentano domanda di patteggiamento in fase di indagini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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