Sicurezza
E’ il cielo che amava Franco
I Mondiali come una sorta di Roubaix: brutto tempo come nelle imprese di Ballero
CASALGUIDI. «È un cielo che sarebbe piaciuto a Franco, che amava il freddo del Nord, le condizioni estreme». Laddove decine di appassionati, e centinaia di abitanti di Casalguidi, hanno maledetto Giove pluvio e un autunno inclemente nel giorno della gara più attesa dei Mondiali, il comitato “Amici di Franco Ballerini” ricorda cos’amava l’ex ct di ciclismo. L’immagine che tutti ricordano di lui è quella stremata e felice, un sorriso coperto dalla mano destra che manda un bacio alla folla, nel 2001 all’interno del velodromo di Roubaix. I tifosi lo accolsero con una vera e propria ovazione, benché fosse solo 32esimo: all'arrivo si tolse la giacchetta scoprendo la sottomaglia sulla quale campeggiava la scritta “Merci Roubaix”. Fu quella la sua tredicesima e ultima partecipazione, nonché l'ultima gara della sua carriera.
«Ho ricevuto telefonate tutto il giorno - racconta Sabrina Ricasoli, vedova del grande campione della Parigi-Roubaix - Ringrazio Casalguidi e Cantagrillo, ringrazio i miei compaesani per quello che hanno fatto e perché so che lo hanno fatto con il cuore». La gigantografia di Franco alla Roubaoix del 2001 occupava un’ampia porzione del campo sportivo ed è stata ripresa dall’alto dagli elicotteri. L’hanno vista milioni di persone. »È stato un gesto che ha commosso sia me che i miei figli, Gianmarco e Matteo», afferma Sabrina Ricasoli.
Il mondiale toscano di ciclismo è stato in gran parte merito di Franco Ballerini, allora commissario tecnico della Nazionale che aveva in Paolo Bettini l’atleta di punta. Quando Ballerini ha perso la vita, il 7 febbraio del 2010, in un incidente al rally di Larciano, la competizione iridata era stata assegnata alla Toscana da pochi mesi. Si facevano progetti, si studiavano percorsi.
Negli ultimi mesi, di incontri, tra Comitato organizzatore e Unione ciclistica internazionale ce ne sono stati molti per capire se era possibile far passare la “carovana” degli atleti davanti al cimitero di Casalguidi. Un omaggio dovuto, hanno ribadito ogni volta dall’Italia, e alla fine “l’accordo” è stato raggiunto.
Nessuna sosta davanti al cimitero, però. Un’idea alquanto suggestiva, ma impraticabile. Quando dalla via Provinciale Montalbano è passato il primo gruppo di quattro ciclisti, con un tunisino in testa, Sabrina ha applaudito e incitato, come e più delle altre migliaia di persone che si erano accalcate dietro le transenne. Quando i due elicotteri hanno sorvolato il cielo sempre più scuro sopra Casale ha alzato le mani in un gesto di saluto.
Trecento bambini delle scuole elementari hanno liberato palloncini bianchi e azzurri dopo il passaggio del resto degli atleti, transitati 6 minuti dopo. Qualche attimo di preoccupazione per le auto della corsa. Hanno affrontato a velocità troppo elevata il tratto dal cimitero alla curva che porta nella piazza della palestra e del campo sportivo: frenata secca ma nessun tamponamento.
La pioggia battente non ha scoraggiato i casalini. A centinaia si sono incamminati verso il centro del paese sin dal primo mattino. Foto di Ballerini campeggiavano sui muri e sulle vetrine delle attività commerciali, il Comitato genitori delle scuole Alpi ha stazionato in piazza con due gazebo vendendo le magliette del Mondiale e distribuendo bibite e panini. Il comitato “Amici di Franco Ballerini”, presieduto da Andrea Dani è invece l’ideatore della gigantografia al campo sportivo. Un omaggio che ha fatto venire i brividi agli sportivi in tv. Casalguidi si era vestita a festa, con le coccarde tricolori e le luminarie della Fiera ancora appese ai fili. La pioggia non ha rovinato lo spettacolo.
(ha collaborato Caterina Benini)
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