Il Tirreno

Pistoia

Cinque minuti di ritardo e la gara poteva saltare

di Luigi Spinosi
Cinque minuti di ritardo e la gara poteva saltare

Acquazzone violento e come al solito via Marconi e via Alberghi diventano fiumi La corsa mondiale era appena passata, ma non sono mancate le cadute

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PESCIA. Certo, l’acquazzone è stato di quelli eccezionali (ma non troppo viste le tendenze meteo degli ultimi anni), circa 50 millimetri di pioggia in mezzora, ma la Valdinievole non ha certo dato un’immagine di efficienza. Ed è andata anche bene, perché si è rischiato una figuraccia di proporzioni, è proprio il caso di dirlo, mondiali. Perché è vero che è caduta tanta acqua in poco tempo, e non era proprio un evento imprevisto, ma la battuta fatta da un anziano spettatore di fronte alle prime pozze d’acqua - e il peggio doveva ancora arrivare - sembrava aver colto nel segno: «Era meglio qualche bandierina in meno e qualche fosso pulito in più».

E la figuraccia mondiale è stata evitata – e non del tutto – giusto per pochi minuti, quelli trascorsi tra il passaggio dei ciclisti (arrivati praticamente in contemporanea al temporale), e l’allagamento delle strade, che ha interessato un po’ tutta la Valdinievole. Ma la situazione più allucinante è probabilmente quella vissuta a Pescia. Perché è vero che la pioggia è stata eccezionale, è vero che le strade allagate sono state tante, ma è anche vero che non si può certo parlare di evento straordinario per via Marconi o per la frazione di Alberghi, da dove passava la corsa. «Speriamo che non piova – si mormorava alla vigilia – altrimenti ad Alberghi i ciclisti avranno bisogno del canotto». Infatti.

Come accaduto non molti giorni fa, come accaduto ripetutamente nel corso degli anni in occasione di una pioggia un po’ più forte del solito, via Marconi (la strada che dalle Casacce porta al Comicent) e il suo ideale proseguimento, via Alberghi appunto, si sono trasformate in fiumi.

Una situazione che ha appena sfiorato la corsa iridata, che ha dovuto affrontare l’inizio dell’allagamento (che ha comunque provocato diverse cadute all’altezza del semaforo di Alberghi), ma resta il dubbio di cosa sarebbe potuto accadere se i ciclisti fossero passati appena cinque minuti dopo, quando l’acqua ha reso difficile persino il passaggio alle auto. L’impressione è che la corsa stessa abbia rischiato uno stop, e lì sì che la figuraccia sarebbe stata globale, per colpa di un problema noto da anni, e da anni senza soluzione.

Peccato, perché la pioggia ha in parte rovinato quella che si annunciava come una bella festa. Soprattutto per le centinaia di bambini festanti delle scuole di Pescia, vestiti come tanti piccoli Pinocchio, che sotto la statua del burattino hanno aspettato con entusiasmo i corridori. E tutto, dopo alcune passate di acqua durante la mattinata, sembrava volgere per il meglio. Restavano le nuvole, ma niente pioggia. La carovana del mondiale ha iniziato a scorrere sulla strada, con i motociclisti della polizia che salutavano sorridendo la torma di bambini (tanta simpatia ha riscosso l’agente che si è alzato in piedi rivolgendo il saluto militare ai piccoli tifosi). Poi, improvvisamente, assieme al primo gruppo di 5 ciclisti in fuga, il tremendo acquazzone che ha rovinato la festa. Compresa quella di chi guardava da casa, con le immagini che, all’altezza del Lago Azzurro di Buggiano, hanno cominciato a saltare.

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