Sicurezza
Bardelli: la città ha avuto promozione
L’organizzatore pistoiese: «La festa era qui, la gente ha partecipato. Non mi è piaciuta la federazione toscana»
Organizzazione, partecipazione di pubblico, discreta visibilità, ottimi “eventi collaterali” organizzati dal Comune. Questi gli aspetti positivi, secondo l’organizzatore della macchina dei mondiali a Pistoia Renzo Bardelli, che traccia un primo bilancio della settimana ciclistica iridata a un giorno dal gran finale della corsa dei professionisti. Bardelli, però, ha anche una parte della lavagna dove segnare i cattivi e vuole togliersi qualche sassolino nella scarpa. «Lo farò in modo più preciso e compiuto nei prossimi giorni», dice l’ex sindaco di Pistoia e paladino della lotta al doping nel ciclismo ormai da molti anni a questa parte. Un quadro di luci e ombre, molte delle quali avvenute sotto traccia, dietro le quinte, ma Bardelli adesso ne fa appena un accenno. «Non è un mistero l’oscuramento avvenuto nei primi giorni da parte delle televisioni – dice – ma è stata una sorpresa anche per me. Alla vigilia nessuno aveva detto nulla e per la verità i motivi di quanto è successo non li ho capiti bene neppure io. Sicuramente c’è stata una trascuratezza a livello mondiale, di cui la Rai ha colpe solo in parte». Di altro genere, e del tutto nuova, è invece l’accusa che Bardelli rivolge alla Federazione ciclistica toscana. «Sembra che nella regione che ha ospitato la manifestazione, il mondo del ciclismo si sia come estraniato. La Federazione toscana è mancata all’appello, perché? Ho l’impressione che ci sia ancora tanto da fare». Bardelli non vuole dire di più, rinvia a dopo i Mondiali, ma aggiunge: «Quello del ciclismo è un mondo molto particolare. A certi livelli c’è ancora la ricerca dell’imbroglio e il doping, me ne sto rendendo conto, non è certo scomparso nonostante reputi molto positivamente la nuova gestione a livello internazionale». Per il resto, le parole di Bardelli sono meno amare. «Mi è piaciuta molto la partecipazione della città. Tutto ha funzionato al meglio, anche per le temute interruzioni del traffico. I volontari, nonostante fossero in numero inferiore alle necessità, si sono dati molto da fare. E sono volontari veri, non percepiranno un euro per la loro collaborazione». Altro aspetto positivo, secondo Bardelli, la visibilità: «Difficile dire se Pistoia ne abbia guadagnato in modo diretto per il turismo. Sicuramente ha ottenuto ottimi riscontri nella visibilità, che torneranno utili dopo. Molte persone mi hanno detto di essere rimasti colpiti dalla bellezza di piazza del Duomo che hanno visto in televisione e che per questo torneranno a Pistoia».
La giornata di ieri è stata caratterizzata da due passaggi brevi lungo le strade pistoiesi. Anche perché i corridori appena partiti da Montecatini sono ancora tutti in gruppo. È andata così ieri pomeriggio con la gara in linea delle donne Elite che però ha suscitato molta curiosità e attirato un pubblico numeroso lungo le vie transennate del centro, soprattutto di bambini. Più che il tifo, a dare spettacolo è stata la lunga teoria di motociclette e auto al seguito della corsa e poi l’elicottero della tv la cui presenza annunciava l’arrivo del gruppone di cicliste. Dalla rotonda di porta Lucchese la corsa è passata intorno alle 14,45 e il tutto è durato non più di 5-6 minuti. Le cicliste, con trecce e code more e bionde che uscivano dai caschetti di protezione, sono transitate tutte insieme ma a velocità sostenuta. Solo una ritardataria, forse per un a foratura, che ha avuto però tutto il tempo di recuperare visto che il traguardo fiorentino era ancora lontano. Alle 15, lo spettacolo era finito e tutti a casa.
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