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Pistoia

Istituti agrari a rischio di estinzione

Istituti agrari a rischio di estinzione

L’allarme dell’assessore Magnanensi in vista del piano di riorganizzazione scolastica: «Leggi nazionali poco chiare»

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PISTOIA. Come avviene da qualche anno a questa parte, in questo periodo si torna a parlare del piano di riorganizzazione scolastica. A novembre, infatti, il consiglio provinciale sarà chiamato a pronunciarsi su eventuali accorpamenti e su nuovi indirizzi richiesti dalle singole istituzioni scolastiche. Interviene sul tema l’assessore provinciale all’istruzione Paolo Magnanensi, che prende spunto dall’appello lanciato dalla dirigente dell’istituto Anzilotti di Pescia.

«I dati recentemente segnalati dall'Osservatorio scolastico provinciale – scrive Magnanensi – mettono in luce come l'offerta formativa del territorio pistoiese sia tale, per quantità e qualità, da richiamare ogni anno centinaia di studenti, anche dalle province limitrofe. Restano, tuttavia, alcune criticità che, sia per fattori esterni che per motivazioni territoriali, non siamo ancora riusciti a sciogliere. In provincia, infatti, in base alla normativa nazionale, ci sono tre istituti superiori che hanno perso la propria autonomia: l'istituto tecnico agrario Anzillotti di Pescia, l'istituto professionale Barone de Franceschi e l'istituto professionale Pacinotti di Pistoia. Tutti e tre, non raggiungendo il minimo di 600 alunni per istituto, perdono il diritto ad avere sia un dirigente scolastico, che un direttore dei servizi amministrativi».

Questi istituti di anno in anno, sono guidati da dirigenti "reggenti", titolari in un'altra scuola e, spesso, impossibilitati a sviluppare strategie a medio e lungo termine. Lo stesso vale per il direttore amministrativo.

«Il risultato – prosegue l’assessore – è che queste scuole, nonostante la buona volontà dei dirigenti reggenti, ma vista la precarietà del loro ruolo, corrono il rischio di una lenta, quanto costante, perdita di credibilità e appetibilità dell'offerta formativa sul territorio. Se è vero che le istituzioni scolastiche non sono guidate da "un sol uomo", perché a coadiuvare i dirigenti ci sono i collegi docenti e i consigli di istituto, tuttavia un rappresentante istituzionale capace di prendere impegni per il futuro è certamente più autorevole di chi si trova a occupare una reggenza annuale. A tal fine, stiamo aspettando da anni una norma nazionale che faccia chiarezza, abolendo il limite degli alunni nei singoli istituti e prefigurando una media di studenti regionale in base alla quale calcolare il numero dei dirigenti; né più né meno di come è accaduto per gli istituti comprensivi».

«Purtroppo – si rammarica Magnanensi – le norme sul tema contenute nel recente decreto sulla scuola, presentato dal ministro Carrozza, rimandano alla conferenza unificata e sottolineano che, dalla loro attuazione, non possono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ne consegue che anche quest'anno ci troveremo a progettare strategie future in assenza di un quadro normativo preciso».

Diversa la situazione dell'istituto professionale Pacinotti di Pistoia, soprattutto in vista della costituzione dei poli tecnico professionali. «Al momento – conclude Magnanensi – non è opportuno mettere in campo scelte definitive, ma, una volta che il quadro normativo nazionale diventerà chiaro, sarà necessario lavorare per dare un assetto stabile anche a questo istituto. Nel caso in cui, infatti, il contingente di presidi assegnati alla Provincia e stabilito nella conferenza unificata risultasse sufficiente, l'istituto avrebbe un proprio dirigente e un direttore amministrativo; ma, se dovessero essere confermate le norme attuali, allora ritengo che non sarebbe più possibile rimandarne l'accorpamento, prospettiva che garantirebbe una dirigenza stabile e duratura, in grado di programmare le strategie».

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