Il Comitato festeggiamenti chiede aiuto al vescovo
MONTALE. L’aria è tesa nel cortile della chiesa di San Giovanni Evangelista. Fra pochi giorni, ad inizio ottobre, ricominceranno le attività pastorali, che saranno inaugurate dalla festa della...
MONTALE. L’aria è tesa nel cortile della chiesa di San Giovanni Evangelista. Fra pochi giorni, ad inizio ottobre, ricominceranno le attività pastorali, che saranno inaugurate dalla festa della Campana.
Sarà una chiamata a raccolta per molti parrocchiani, ma non tutti godranno del clima di festa. Per i soci del Comitato festeggiamenti ci sarà ben poco da rallegrarsi. La decisione presa da don Paolo, e resa nota il 4 luglio con una raccomandata, è ancora valida: l’associazione dovrà lasciare la sua storica sede all’interno del chiostro. Dopo quasi trent’anni dalla rinascita del Comitato, i dirigenti dovranno trovare un’altra sistemazione, perché gli spazi saranno impiegati per le sempre più numerose attività parrocchiali.
Non è valso neppure l’incontro con don Paolo a sbloccare la situazione. Il 29 agosto, infatti, i dirigenti del comitato hanno cercato una soluzione con il parroco, il quale aveva richiesto qualche giorno di tempo per riflettere sulle loro proposte. «Sono passate più di tre settimane e ancora non si è fatto sentire. – afferma il presidente Emilio Bertini – La nostra associazione occupa gli spazi della parrocchia solo il sabato e la domenica, prevalentemente la sera. Non capisco come non sia stato possibile trovare un compromesso. Di sicuro noi non abbandoneremo la sede, a meno che la nostra permanenza non entri in contrasto con le leggi vigenti».
Convinti di non aver ricevuto la giusta considerazione dal proposto, i soci del comitato sono andati a Pistoia per parlare direttamente con il vescovo Mansueto Bianchi. Ma anche questo tentativo sembra essersi risolto in un nulla di fatto.
I soci hanno così deciso di rafforzare le proprie ragioni con un documento consegnato alla stampa lunedì sera. In poco più di dieci punti hanno voluto ribadire ciò che di buono hanno fatto nei confronti del paese, dalle Notti bianche, ai tornei dei rioni, per arrivare ad eventi benefici come la mostra sul Caravaggio che sarà inaugurata a dicembre.
Hanno anche accusato don Paolo di esser stato poco chiaro nei loro confronti, avendo garantito loro, con parole e fatti, che quella sede non gli sarebbe mai stata negata. Nel dicembre 2011 fu sua la proposta di sottoscrivere un comodato d’uso gratuito per evitare che in futuro qualcuno mettesse in dubbio la legittimità di quell’accordo.
«Dopo neanche 2 anni ci viene negato questo diritto. – afferma il consigliere Marco Gai – Nel corso del tempo abbiamo speso soldi per rimettere a nuovo il salone che ci era stato affidato e ricavare dalla vecchia legnaia una cucina funzionante e a norma di legge.
Resta il fatto che, se anche cedessimo alle richieste del parroco, lui non potrebbe usufruire della cucina, perché l’autorizzazione per la somministrazione dei cibi è stata rilasciata al nostro presidente dalla Asl e soltanto personale in possesso dell’Haccp, come i nostri soci, potrebbe avervi accesso».
Massimo Vitulano
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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