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Niente ciclismo in Spagna e Germania

Niente ciclismo in Spagna e Germania

Costi dei diritti alti: la Francia dovrebbe trasmettere solo parte della finale dei professionisti uomini

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In passato a trattare con l’Uci era l’Eurovisione, che poi si occupava della distribuzione del segnale alle tv pubbliche europee con prezzi abbordabili. L’obiettivo era infatti quello di promuovere lo sport, garantendo la massima visibilità possibile alla competizione. Con Infront, agenzia privata, il a passare in primo piano non è la promozione sportiva e in tempi di crisi molte tv pubbliche preferiscono rinunciare alla trasmissione Germania e Spagna, quest’ultima terra di campionissimi dello sport su due ruote, sono Paesi in cui la Toscana ha un bacino turistico ampio. E l’intenzione era quella di catturarne di nuovi con i Mondiali.

La rinuncia a tutte le gare (fuorché, la Francia, alla competizione maschile) la dice lunga sull’onda nuova dei rapporti maturati con Uci e Infront in un periodo recessivo ancora così duro.

Sulla rinuncia di Infront a coprire le riprese di determinate gare si apre poi un’altra riflessione, già viva sui forum on line degli appassionati di ciclismo. Per la cronosquadra donne e uomini c’è meno interesse: si corre con i team e non con le Nazionali, ed essendo team ci sono corridori di Paesi differenti. Una scelta che molti tifosi vedono in conflitto con la logica di un Mondiale. La cronosquadre femminile non fu trasmessa nemmeno lo scorso anno, durante i mondiali Valkenburg, in Olanda.

Sulla vittoria delle americane della Specialized, domenica mattina, è significativo il titolo del sito www.cicloweb.it: “Così Speciali(zed), così invisibili”. Commentando il recente accordo per la copertura degli eventi ciclistici, il sito fa una riflessione: «Uci e Infront ritengono la produzione di immagini di una cronosquadra femminile poco appetibile. Ora, se voi aveste una ditta, investireste nel femminile, sapendo che la vostra squadra, con il vostro brand bene in vista, non verrà mostrata nemmeno durante i Mondiali? Aggiungiamoci che questa era l’ultima gara di club del 2013 per le ragazze. E l’Uci - prosegue il sito - che vuole far intendere di lavorare per lo sviluppo e la crescita del ciclismo femminile, ha a cuore le squadre, e le aziende che investono, così tanto da non mostrarle nemmeno durante la gara iridata? Dove può finire di questo passo il ciclismo femminile se non nella tomba?».(t.g.)

 

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