Italia
E’ previsto un inverno gelido Impianti e hotel già gongolano
La notizia di una stagione da record diffusa da alcuni autorevoli centri mondiali di meteorologia spopola sul web e sui giornali e all’Abetone ci sperano: «Anche la natura ci sta dando segnali»
«Preparatevi a quello che potrebbe essere l’inverno più freddo e nevoso del secolo». Questa ed altre affermazioni simili circolano da qualche giorno sul web per descrivere le condizioni che, secondo diversi meteorologi, potrebbero segnare la prossima stagione 2013-2014 nella nostra penisola. Previsioni che non sono passate inosservate agli operatori turistici di Abetone dove, entrati da appena due giorni nell’autunno, ci si comincia già ad interrogare sul quantitativo di neve che cadrà al suolo nei prossimi mesi. Intanto sui social network, i link agli articoli che annunciano il grande freddo hanno già ricevuto il “mi piace” da centinaia di appassionati di sport invernali, nella speranza che alle basse temperature si associno grandi nevicate. Le teorie sull’arrivo di un inverno così gelido dar far rabbrividire i mitici 1929 e 1956 provengono da alcuni dei più autorevoli centri meteorologici mondiali. Un giovane ricercatore americano del Noaa avrebbe affermato, ad esempio, che gennaio e febbraio 2014 saranno caratterizzati da tremende ondate di gelo, a chiusura di un ciclo di inverni freddi durato 5 anni. Altri sostenitori del “Global Cooling” ritengono che la terra si starebbe avviando ad una nuova piccola glaciazione. Joe Bastardi, autorevole meteorologo americano appartenente al servizio AccuWeather, sostiene che i prossimi inverni potrebbero risultare molto freddi e nevosi, a livello di quelli degli anni settanta. Di raffreddamento in atto parla anche il professor Anastasios Tsonis della University of Wisconsin basandosi sullo spessore del ghiaccio in Antartide, aumentato in modo esponenziale negli ultimi 23 mesi, mentre altri adducono una più bassa attività solare. Di inverno più freddo del secolo parlano anche alcuni meteorologi russi, supportati dalle previsioni del quotidiano Noviye Izvestia. Di teorie potremmo citarne a bizzeffe, ma prima di iniziare a preparare sci, ciaspole e gomme chiodate, occorre interrogarsi sulla loro fondatezza. Ne abbiamo parlato con Roberto Vallorani, previsore meteorologo del consorzio Lamma e membro del gruppo climatologia che elabora le previsioni stagionali. All’Abetone la coltre bianca è petrolio e non si smette mai di sperare in un inverno dalla neve abbondante. Un po’ come lo scorso anno che, secondo il bilancio tracciato dal consorzio Lamma, il laboratorio per la meteorologia della Regione Toscana, «è stato uno dei più nevosi degli ultimi cinquant’anni. Le temperature – spiega Roberto Vallorani - sono state sotto la media, specie nei mesi di dicembre e febbraio e con precipitazioni superiori alla norma. L’accumulo di neve visibile sulla montagna pistoiese è stato inferiore al 2009 solo perché quell’anno il freddo fu costante durante tutto l’inverno, mentre nel 2012-2013 la neve è caduta a più riprese, alternandosi a periodi più miti che ne hanno determinato lo scioglimento». Per adesso non resta dunque che cercare conferme nei segnali della natura osservati dai nostri vecchi. Come i butti di salici ed abeti che, si dice, “vogliono tenere sempre la testa scoperta”: quest’anno sono cresciuti parecchio, come in attesa di una coltre bianca abbondante.
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