Lutto
«Non aprire il S. Jacopo il 25 sarebbe costato un milione»
PISTOIA. «La data di apertura dell’ospedale al 25 luglio? Non l’ho decisa io». Parola del sindaco Samuele Bertinelli, che ha risposto così in consiglio comunale alla domanda-provocazione del...
PISTOIA. «La data di apertura dell’ospedale al 25 luglio? Non l’ho decisa io». Parola del sindaco Samuele Bertinelli, che ha risposto così in consiglio comunale alla domanda-provocazione del consigliere Pdl Alessandro Capecchi. Quest’ultimo sottolineava la circostanza che il San Jacopo è stato aperto quando tutto intorno opere come il parco urbano, l’insonorizzazione, i lavori di miglioramento idraulico del Brusigliano e dell’Ombrone non sono ancora pronte (anzi, devono ancora essere iniziate). A quel punto, non era meglio rinviare?
Bertinelli ha ammesso che appariva più ragionevole rinviare, sia per la mancanza di molte opere che avrebbe dovuto curare il Comune, sia per l’ingorgo amministrativo cui sarebbe stato sottoposto il consiglio comunale, alle prese con l’approvazione del piano di sistemazione urbanistica. E allora perché non c’è stato il rinvio? La risposta l’aveva data poco prima il capogruppo Pd Sarteschi. «Il motivo – parole di Sarteschi – è che in caso di rinvio avremmo dovuto pagare un milione al mese alla Asl, che poi l’avrebbe girato al concessionario».
«A quel punto – ha continuato il sindaco – abbiamo alzato le mani e abbiamo cercato di fare le cose al meglio, mirando in primo luogo a salvaguardare la sicurezza degli operatori e degli utenti».
Insomma, l’apertura dell’ospedale il giorno del patrono l’amministrazione comunale l’ha sostanzialmente subita. E che ci fosse stata effettivamente molta fretta nell’inaugurare il nuovo ospedale è riflessione che in molti hanno fatto, alla fine di luglio. Per capire la questione occorre risalire agli accordi intercorsi tra Asl e concessionario, cioè l’associazione d’imprese Astaldi-Techint-Pizzarotti che ha realizzato l’ospedale. Per poter utilizzare quest’ultimo, l’Asl paga ogni mese una sorta di affitto (e lo farà di qui ai prossimi 19 anni) a partire dalla data pattuita di apertura, che venne fissata al 25 luglio dalla conferenza dei servizi che si svolse nel gennaio 2011 al Seminario. Chiaramente dopo quella data, se l’ospedale fosse stato pronto (e il San Jacopo lo era) i privati avrebbero iniziato a chiedere il canone in base ai patti. Di qui l’urgenza dell’Asl di aprire comunque la struttura, visto che l’avrebbe comunque pagata.
Se questa ricostruzione è corretta, le valutazioni economico-finanziarie sarebbero quindi state decisive nell’imporre alla città l’apertura di un ospedale circondato – in sostanza – da terreno incolto, come di fatto è avvenuto. In quei giorni, però, il direttore amministrativo dell’Asl Luca Cei rispose che l’ospedale San Jacopo veniva aperto soprattutto perché era pronto e quindi non c’erano ragioni per rinviarne l’utilizzo.
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