Il Tirreno

Pistoia

Terreni agricoli e montani Tassate le compravendite

Terreni agricoli e montani Tassate le compravendite

Dal primo gennaio spunta una aliquota del 9% per chi vuole acquistare terre per allargare un vivaio o vuole aprire un’azienda agricola sulla Montagna

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PISTOIA. In un momento di crisi come questo, una nuova stangata si abbatte sui vivai e sull’immobiliare in genere.

Le nuove tasse sulle compravendite dei terreni agricoli e dei terreni in montagna rischiano veramente di bloccare qualsiasi iniziativa del settore. Magari l’espansione di una azienda vivaistica che vuole aumentare la produzione.

Di fatto dal primo gennaio 2014 la compravendita dei terreni agricoli e di quelli di montagna è tassata al 9%. Una cifra enorme, quando fino a ieri la compravendita era esente dalla tassazione e si pagava solo la modesta quota fissa che superava di poco i 1300 euro. Molto esplicativa le tabelle che pubblichiamo a lato.

Nell’articolo che presentava la vicenda sul Sole 24 ore anche l’articolista si diceva stupito di questo cambio repentino.

Di cui forse le stesse associazioni di produttori ignorano la portata. Da qui un discreto silenzio sulla vicenda.

Ma sul fronte del mattone c’è il grido di allarme che arriva dal sindacato Fillea-Cgil.

Il problema è la cassa integrazione: «62% in più di ore di cassa integrazione autorizzate nei primi otto mesi del 2013 rispetto a quelle dello stesso periodo del 2012.

«Con questo dato – scrive il sindacato delle costruzioni e del legno – ci posizioniamo al terzo posto nella graduatoria, tra provincie, della crisi edile in Toscana dietro a Pisa e Lucca e anche sul nostro territorio, il settore si posiziona tra i più colpiti dalla crisi.

«Sono infatti circa127mila le ore in più registrate ad agosto 2013, è un dato impressionante che, considerati i precedenti, conferma la tendenza critica del settore nel nostro territorio che immaginavamo ma che non prevedevamo cosi preoccupante.

«Questa situazione è avvalorata anche dalla diminuzione degli operai attivi denunciati in Cassa Edile che si riduce del 11% rispetto allo stesso periodo del 2012.

«Sul versante delle imprese attive, sempre dati Cassa Edile Pistoiese, registriamo una lieve aumento, determinato dalla presenza sul territorio di imprese provenienti da altre provincie.

«I dati descritti ci impongono una attenta riflessione sullo stato di salute del settore in Provincia di Pistoia e, più in generale, dell'economia del nostro territorio.

«I numeri ci descrivono un settore in profonda crisi, tra i peggiori della Toscana, con un tessuto di imprese e lavoratori che resistono ad un destino drammatico, e volendo rappresentare metaforicamente, utilizzando un linguaggio bellico che non ci appartiene culturalmente ma rende l'idea della drammaticità della situazione, che combattono una guerra di trincea, in un territorio assediato da un nemico potente, nella speranza di non perdere la posizione conquistata negli anni.

«È quindi inevitabile porsi e porre alcune domande: quanto ancora è possibile resistere in questa guerra? Quanto ancora le forze e il morale ci consentiranno di combattere una guerra impari? E soprattutto, quando la controaerea si deciderà a dare il supporto necessario a riparare le trincee mal ridotte da continui attacchi?

«Il 2013 volge ormai al termine e vorremmo non piangere i caduti, non chiedere di adottare misure emergenziali a sostegno delle loro famiglie, ma sapere di essere protagonisti di una profonda trasformazione sociale ed economica del nostro territorio.

Ci sono casi clamorosi, come lo stop al megacantiere della Giusti per l’Hilton ed il megaparcheggio.

«Quindi, dopo mesi di segnali d'allarme – scrive Fillea-Cgil – ribadiamo l'urgente necessità di definire una strategia in grado di difendere l'esistente e di definire prospettive future, «non è più possibile attendere che la crisi passi» dice Marco Ballati Segretario Generale Fillea CGIL «è urgente, e quanto mai necessario che si convochino, in sede istituzionale, gli Stati Generali della Provincia di Pistoia del settore edile».

p.l.

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