Il Tirreno

Pistoia

Il Maresca è il torrente della vergogna

di Elisa Valentini
Il Maresca è il torrente della vergogna

Esposto alla Procura della Repubblica e accuse al consorzio del Reno: «Cosa succederà in caso di grandi piogge?»

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MARESCA. Il torrente della vergogna. Così Carlo Vivarelli, residente a Maresca e promotore del locale Movimento Autonomista Toscano , potrebbe intitolare la storia di incuria e degrado del torrente Maresca, il corso d’acqua che dopo aver toccato l’omonimo borgo sfocia nel vicino fiume Reno (che come è noto poi finisce nel Po all’altezza di Bologna.

Una situazione ben ritratta nell’esposto che ieri mattina Vivarelli ha inviato alla Procura della Repubblica di Pistoia e, per conoscenza, al Prefetto e alla stazione della guardia forestale di Maresca.

«La situazione del torrente è vergognosa – spiega Vivarelli – il suo alveo è invaso da alberi e piante, cresciute ormai da decenni anche dentro gli argini. Una massa che, in caso di piena, potrebbe occludere, insieme a sassi e ad altro materiale, lo spazio presente al di sotto dei ponti, alcuni dei quali sono piuttosto bassi, presenti lungo questo corso d’acqua mettendo in pericolo la sicurezza degli abitanti».

Il torrente Maresca – esplicita l’esposto – cade nella giurisdizione del consorzio della bonifica Renana (già Reno-Palata e prima ancora Alto Reno) che per legge dovrebbe monitorare la situazione del corso d’acqua con resoconti tenuti rintracciabili e consultabili da chiunque ne faccia richiesta, effettuare la pulizia del fiume ed altre azioni per le quali ogni anno chiede il versamento di un tributo alle famiglie del territorio interessato.

«Personalmente – riprende Vivarelli, citando il contenuto dell’esposto - non ho mai visto gli addetti di questo consorzio di bonifica. Credo che lo stato del torrente Maresca, nel suo alveo e nei suoi argini, sia una vera e propria indecenza, un oltraggio alla vista e alla sicurezza.

«Ma ancor più vergognoso trovo il fatto che un Consorzio chieda alla popolazione dei soldi per manutenere una parte del territorio della quale, e attendo prova contraria, pare proprio non occuparsi».

In effetti, le foto allegate all’esposto dallo stesso Vivarelli mostrano un letto invaso da piante che in alcuni tratti lo rendono simile a bosco. L’esposto chiede alla Procura di accertare eventuali irregolarità a carico dei Consorzi succedutisi nel tempo, verificando le azioni da loro compiute negli ultimi 40 anni, e di indagare e contabilizzare l’ammontare della cifra che le popolazioni toscane hanno dovuto versare negli anni a queste entità che si trovano al di fuori della Regione Toscana, predisponendo tutte le azioni dell’autorità giudiziaria riguardo a soggetti istituzionali, come la Corte dei Conti della Regione Toscana, che dovrebbero vigilare sul buon fine dei soldi versati dai contribuenti.

Si chiede infine di sollecitare un intervento immediato sul torrente sia al Consorzio che alle altre autorità competenti (Asl, Guardia Forestale, Protezione Civile, Comune di San Marcello, Provincia di Pistoia).

«È già accaduto che il fiume abbia raggiunto il giardino delle case situate lungo il suo corso- ci spiega Vivarelli – adesso che un nuovo autunno sta per iniziare, la situazione è immutata. Vorrei ricordare che nel 2001 ho raccolto centinaia di firme nella comunità di Maresca per sollevare questo problema. Inoltre ho sotto gli occhi una lettera dell’allora sindaco di San Marcello, Moreno Seghi, a me inviata per conoscenza e indirizzata alla Comunità Montana Appennino Pistoiese proprio su questo problema. Il mio esposto è solo una sollecitazione a prendere provvedimenti in fretta su una situazione che, se non sbloccata al più presto, mi costringerà a sporgere alcune denunce».

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