La manifestazione
Troppa burocrazia, mongolfiera a rischio
Gaggini (presidente della Baccarini) amareggiato: «Prenderemo una decisione in assemblea»
Il lancio mal riuscito della più grande mongolfiera di carta che si lancia in Italia potrebbe essere stato l’ultimo. Stefano Gaggini, presidente della Soms Baccarini che dal 1992 organizza in ogni particolare la festa patronale di Santa Celestina, è sfiduciato dalla troppa burocrazia fatta di vincoli e permessini vari per il lancio della mongolfiera. «Questa è la mia personale volontà, io sono davvero stufo, ma sono anche il presidente della Soms e della cosa dovrò rendere conto nell’assemblea sociale che come ogni anno viene fatta pochi giorni dopo la tradizionale festa dell’8 settembre – dice Gaggini – Ci vedremo tutti alla Baccarini domani sera per decidere se proseguire o smettere. Ero talmente amareggiato, non dal lancio mal riuscito, ma dalla troppa e sempre più pressante burocrazia che precede la festa, che il giorno dopo volevo scrivere una lettera al sindaco Cormio, mi sono trattenuto e con calma aspetterò le decisioni dei soci». Tornando al giorno della festa il lancio del pallone che si schianta pochi metri dopo il decollo non è una novità per il popolo di San Marcello e dell’intera montagna, anche perché la festa patronale di Santa Celestina mischia sacro e profano e sul lancio del “pallone” ci sono ritualità e scaramanzie che resistono nel corso dei secoli. Se la mongolfiera supera il campanile è un buon segno per i raccolti, ma se non lo supera ci si potrebbe attendere un anno di sventure. Su queste tradizioni popolari si fondano le dicerie montane e a pensar male a volte ci si indovina. Nella prima mattinata dell’8 settembre infatti era caduta la grande quercia che si trova dentro l’immenso parco Cini e l’associazione mentale dei sanmarcellini è corsa veloce, pensando che sarebbe andato male anche il lancio previsto solo nel tardo pomeriggio. Ma che centra la quercia con la mongolfiera? Presto detto: i fratelli Jacques e Jospeh Montgolfier ai primi dell’800, donarono alla famiglia Cini, formule aerostatiche, carta e disegni e il primo lancio dalla piazza di San Marcello è probabilmente datato tra il 1836 e il 1838. Quindi famiglia Cini, quercia e mongolfiera sono profondamente radicati nel dna del popolo di San Marcello e la quercia che si divide in 2 proprio nel giorno della festa patronale non era certamente un buon segnale. La diatriba a questo punto è se il pallone abbia superato o no la punta del campanile e anche le foto e i numerosi filmati non riescono a sciogliere il dubbio. La mongolfiera si è squartata al limite della punta del campanile per poi cadere sulla folla gremita in piazza. Nel 1939 il pallone si inclinò subito dopo lo stacco e prese fuoco quando era all’altezza delle case e il mancato lancio portò male perché di li a pochi mesi sarebbe scoppiata la seconda guerra mondiale.
Alessandro Sisi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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