Il dolore
Tredici presenti, salta il consiglio
In programma anche il campo Rom. Capecchi (Pdl): sì a una soluzione provvisoria
PISTOIA. Si doveva approvare l’adozione del piano di sistemazione dell’area del nuovo ospedale San Jacopo. Ma la seduta del consiglio comunale, ieri pomeriggio, è saltata per la mancanza del numero legale. Si sono presentati all’appello solo 13 consiglieri sui 32 previsti, sindaco compreso. Non c’è stato, quindi, il previsto dibattito sul provvedimento, che comprende la collocazione del campo nomadi nell’area dell’ex vivaio Sciatti, lungo il Brusigliano e neppure l’interpellanza di Alessandro Sabella del Pdl sulla definizione di nucleo familiare ai fini dell’applicazione Isee per i servizi di refezione scolastica e iscrizione ai nidi e alle materne. L'assemblea, come è stato deciso in una riunione dei capigruppo, è stata nuovamente convocata per venerdì prossimo alle 14, con lo stesso ordine del giorno.
Indubbiamente tra i diversi interventi compresi nel piano di sistemazione dell’area del San Jacopo (viabilità, collinette antirumore, interventi sul rischio idraulico) quello che ha fatto più discutere in queste settimane è lo spostamento del campo nomadi del Brusigliano nell’area dell’ex vivaio Sciatti, a ridosso del casello autostradale. Uno spostamento reso necessario dalla necessità di effettuare i lavori di messa in sicurezza idraulica del Brusigliano e dell’area del Campo di volo in generale, ma anche dal bisogno di superare l’attuale campo nomadi, del tutto inadeguato dal punto di vista igienico-sanitario. Il Comune vuole invece realizzare nell’area ex Sciatti un campo autocostruito, con 16 casette, sfruttando un finanziamento dell’Unione europea.
Ma il progetto, sia per il costo complessivo (oltre un milione di euro) sia per gli aspetti urbanistici, sta sollevando polemiche. C’è chi (Sel) ne stigmatizza l’aspetto da “ghetto” e propone una collocazione alternativa a Sant’Agostino. Chi (Pistoia futura) ne ha sempre contestato il costo. E chi, come Alessandro Capecchi (Pdl, presidente della commissione consiliare urbanistica) denuncia il mancato rispetto del piano strutturale.
Capecchi dice di essersi studiato attentamente le carte ed aver concluso che il campo Rom nell’area ex Sciatti viola il piano strutturale, cioé il documento urbanistico fondamentale della città. Inoltre l’aver chiesto i fondi europei su un progetto del genere lo esporrebbe al rischio di ricorsi. E non importa che i massimi dirigenti comunali abbiano messo per scritto assicurazioni contrarie.
L’esponente Pdl approfitta del rinvio del consiglio comunale per lanciare una proposta: perché non si sospende il progetto dell’ex vivaio Sciatti e non si procede con uno spostamento minimo del campo nomadi, per cui il Comune ha già un progetto? Costerebbe meno, non avrebbe problemi urbanistici e non impedirebbe i lavori di messa in sicurezza idraulica.
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