Il Tirreno

Pistoia

«Rom segregati in una zona alluvionale»

di Francesco Albonetti
«Rom segregati in una zona alluvionale»

Sel boccia la soluzione dell’area ex Sciatti: tanti vincoli e troppe spese, meglio a Sant’Agostino lungo la ferrovia

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Il Sel è nettamente contrario alla collocazione del campo nomadi nell’area dell’ex vivaio Sciatti, non lontano da dove è adesso sempre sul Brusigliano nei pressi del nuovo ospedale. Una contrarietà che arriva alla vigilia del consiglio comunale dove si deciderà, insieme al Piano di sistemazione dell’area del San Jacopo, anche il progetto per farci il nuovo villaggio per i Rom: una quarantina di persone da sistemare in sedici casette. I motivi di questa contrarietà, spiegati dal consigliere Massimiliano Sforzi, sono cinque. «Il primo è di carattere umanitario ed è quello di far valere i diritti delle minoranze e dei Rom a Pistoia – spiega Sforzi – Il secondo, legato a questo, è l’aspetto sociale. Il Comune disattende le linee guida siglate insieme alle associazioni sulla cosiddetta integrazione. Infatti, queste linee prescrivono che i Rom debbano vivere in contesti di relazione con la comunità pistoiese. È evidente che, la collocazione al Brusigliano, va nel senso contrario: isolamento e segregazione. Magari gli stessi possono essere anche d’accordo, perché continuerebbero, in definitiva, ad essere liberi come vogliono. Ma questo va nel senso opposto all’integrazione. I Rom sono contenti perché restano liberi, i pistoiesi pure perché “lontano dagli occhi lontano dal cuore”, ma dov’è l’integrazione decantata?». La terza ragione della contrarietà del Sel al campo nomadi del Brusigliano bis, è di tipo ambientale: «Premesso che noi eravamo contro al nuovo ospedale all’ex Campo di volo, adesso che è stato realizzato, non possiamo essere favorevoli a collocarli un villaggio Rom: saranno casette prefabbricate di legno, ma sono pur sempre costruzioni». E qui si passa direttamente al quarto punto, che è quello urbanistico, evidentemente legato al motivo ambientale. «In quella zona abbiamo un vincolo autostradale e non si può far finta di niente. C’è poi il vincolo idrogeologico di terzo livello, molto pesante se si pensa che la pericolosità di dissesti e allagamenti è calcolata da 1 a 4. E poi il vincolo paesaggistico. È evidente che, come minimo, per superare questi vincoli occorrono lavori e opere, molto costose». Si passa dunque all’ultima ragione di contrarietà al campo Rom, sintetizzata da Sforzi col termine “economica”. «Dobbiamo acquistare terreni, fare opere per rispettare i vincoli, le strade e altro: un pacchetto di opere da 2 milioni di euro. Che poi arrivino dal Comune, dalla Regione o dall’Europa, sono sempre soldi dei cittadini». La soluzione, secondo il consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà, ci sarebbe: prevedere il campo Rom a Sant’Agostino, precisamente nell’area accanto alla ferrovia. «Questa soluzione rispetterebbe le linee guida sull’integrazione e consentirebbe di risparmiare un quarto delle risorse rispetto all’altra proposta all’ex Campo di volo». Il Sel ha già presentato un emendamento lo scorso consiglio comunale, che ha ottenuto dieci voti e venti contrari. Sforzi sta valutando se riproporre per il consiglio di domani una nuova interpellanza o mozione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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