Sicurezza
Ospedali, tutti contro Regione e Asl
Alla Baccarini infuocata assemblea con i sindaci di Volterra, Capalbio, Zeri e un prete contestatore di Cecina
Sala Baccarini piazza zeppa e un maxischermo sulla terrazza che dà sulla piazza Matteotti per consentire a chi non era potuto entrare di partecipare all’appuntamento. Così all’assemblea di venerdì sera organizzata per discutere sulla chiusura o ridimensionamento (come nel caso del Pacini di Sanmarcello), dei piccoli ospedali toscani. La particolarità di questo incontro era nella presenza di tanti sindaci arrivati dalle più disparate zone, anche molto lontane, della regione: c’erano Luigi Bellumori di Capalbio Egidio Enrico Pedrini di Zeri, Marco Buselli da Volterra, poi l’ex sindaco di Barga Umberto Sereni. Per Cecina ha partecipato un prete: don Reno, cappellanno dell’ospedale cittadino. C’erano anche i consiglieri regionali Stefano Mugnai del Pdl, vicepresidente della commissione sanità e servizi sociali e Stefano Lazzeri di Più Toscana anche lui membro della commissione sanità. Con loro, Anna Maria Celesti, consigliere pistoiese del Pdl ma anche ex vicepresidente della commissione regionale sanità. Insomma, c’erano proprio tutti, meno Silvia Maria Cormio, sindaco del paese ospitante. Circostanza che è stata fortemente stigmatizzata. Se i tagli sono una realtà per altri ospedali, è ancora braccio di ferro fra comitati e Asl 3 sul fatto che all’ospedale di San Marcello si sia tagliato. A questo proposito, è stato contestato il documento dell’Asl pubblicato ieri dal Tirreno, che metteva in luce una situazione di “rose e fiori” . Questo perché, secondo i presenti, rispecchia una situazione vecchia e non più attuale, visto che il depotenziamento è sotto gli occhi di tutti e va contro le previsioni del Piano sanitario regionale, che ne prevedeva il rafforzamento funzionale. Asl sotto accusa, dunque, ma sotto accusa soprattutto la Regione. L’esigenza di un nuovo Piano regionale a tre anni dalla scadenza del vecchio, è stata rimarcata da tutti gli interlocutori. In questi anni, la Regione è andata avanti solo con delibere di giunta. I sindaci e i comitati hanno contestato anche le spese, ritenute “folli”, per la costruzione dei quattro nuovi ospedali di Pistoia, Prato Lucca e Massa. Proprio con quei soldi, hanno detto, si sarebbero potuti fare investimenti sul territorio senza penalizzare le zone periferiche e lasciare gli abitanti privi di assistenza. Contestate le “Case della salute”, il «vero inizio della fine degli ospedali». I consiglieri regionali hanno sostenuto che questi tagli sono dovuti alla necessità di recuperare un miliardo di euro la cui mancanza in parte è dovuta alle minori rimesse dello Stato e in parte al buco di 450 milioni della Asl di Massa. «Si privilegiano gli apparati rispetto ai servizi – è stato detto – invece di tagliare gli sprechi, le dirigenze accorpando le Asl si tagliano gli ospedali». La protesta verrà tenuta alta e trova, dopo questo appuntamento, un ulteriore motivo di condivisione. Insomma, i comitati di SanMarcello e le “pettorine”, sono ora in buona compagnia.
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