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“La Montale che vorrei”, premiati i quattro vincitori

“La Montale che vorrei”, premiati i quattro vincitori

MONTALE. Un progetto grafico per trasformare il parco dell’Aringhese da “parco lasciato a se stesso” a “parco delle stagioni”, ricavandone un luogo di ritrovo utilizzabile in modo diverso nei vari...

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MONTALE. Un progetto grafico per trasformare il parco dell’Aringhese da “parco lasciato a se stesso” a “parco delle stagioni”, ricavandone un luogo di ritrovo utilizzabile in modo diverso nei vari momenti dell’anno; una critica costruttiva alla vita di paese, con la proposta di spazi veramente aperti a tutti dove ogni cittadino possa sentirsi a casa; un nuovo futuro per la frazione di Stazione, sfruttando strutture abbandonate o sfitte da anni, con una migliore considerazione della stazione ferroviaria e la necessità di avere anche in una piccola frazione un luogo di ritrovo come una piazza, per ora inesistente; la rivalutazione del territorio montalese sia in chiave culturale che turistica, creando feste enogastronomiche e nuovi appuntamenti, in grado di far conoscere il Comune anche fuori dalla provincia di Pistoia.

Sono queste le proposte contenute nei lavori dei quattro giovani vincitori delle borse di studio del bando “La Montale che vorrei”, indetto dal Partito Democratico di Montale e riservato a giovani del territorio di età compresa tra gli 11 ed i 25 anni. Guido Mitidieri, Damiano Nesi, Daniel Gialdini e Lorenzo Torracchi, con i loro lavori si sono aggiudicati una borsa di studio da 250 euro ciascuno. Gli elaborati sono stati esaminati da una giuria composta sia da menbri del Pd che da esponenti della quotidianità montalese.

La premiazione si è svolta sabato 7 settembre al circolo Arci, nell’ambito della festa itinerante del Pd. Lo scopo dell’iniziativa, che verrà riproposta il prossimo anno, per gli organizzatori, «è stato quello di mettere alla prova i giovani del territorio, renderli partecipi con le loro idee, premiare le migliori, e non confinarli, come spesso accade in piccoli centri come il nostro, all’esser visti solo come critici e manchevoli di proposizioni concrete».

Nella stessa sera si è svolto un dibattito, promosso dai Giovani Democratici di Montale-Agliana, sul fenomeno post-elezioni “Occupy-Pd”. A parlare, spiegano i promotori, «quella parte che ha voglia di riformare il partito in maniera più aperta e partecipata, per renderlo vivo e libero da quelle correnti che lo stanno uccidendo».

Tommaso Artioli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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