Il Tirreno

Pistoia

Mep, la rabbia dei lavoratori «I soldi ci sono, ora paghino»

di Leonardo Soldati

Molti sono senza stipendio né indennità di cassa integrazione dal maggio scorso Da fine agosto sono in sciopero a oltranza. Una delegazione dal prefetto

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PISTOIA. Ultimo tentativo sulla via diplomatica per i 46 dipendenti dell’azienda Mep (Montaggi elettronici pistoiesi) che ieri hanno incontrato il prefetto di Pistoia, Mauro Lubatti, prima di avviare delle vertenze giudiziarie contro l’azienda. Dal mese di maggio scorso, infatti, molti di loro sono senza stipendio e senza indennità di cassa integrazione. E il prefetto ha titolo ad attuare attività di mediazione nelle vertenze di lavoro.

Mep, con sedi a Massa e Cozzile ed a Chiesina Uzzanese, da luglio scorso è stata suddivisa in due società a responsabilità limitata, Mep e Mep Ferroviaria. La seconda si occupa di arredamenti e interni per veicoli ferroviari, ovviamente tra i suoi clienti c’è AnsaldoBreda, l’altra di impianti elettrici. Da fine agosto è iniziato uno sciopero ad oltranza dei lavoratori. «Parlerò con la proprietà e mi informerò sulle commesse delle due aziende – ha dichiarato il prefetto ai lavoratori – rientra tra i miei doveri l’impegno per la tutela del livello occupazionale e per il mantenimento delle imprese sul territorio».

I lavoratori hanno detto al prefetto di aver dato al titolare, Marco Ilardi, massima disponibilità visto il momento di crisi, ma che poi straordinari, trasferte, o turni di notte non sono stati retribuiti, facendo anche presente una disparità di trattamento tra loro negli stipendi. Qualcuno infatti non è retribuito da febbraio scorso, qualcun altro è riuscito ad ottenere un acconto su quanto gli spettava.

«I dipendenti sono stati in cassa integrazione ordinaria da maggio al 15 luglio scorso e poi tuttora in cassa integrazione straordinaria, ma l’azienda non la riconosce sebbene approvata dall’Inps – spiega Nicola Riva di Fiom Cgil – con vertenza hanno ottenuto gli stipendi arretrati fino al mese di aprile. Con un secondo accordo ad agosto dovevano arrivare altre due mensilità mai ricevute, sebbene siano arrivati i bonifici dei pagamenti da parte di AnsaldoBreda. Nell’ultima assemblea generale Ilardi ha detto che avrebbe pagato solo chi continuava a lavorare, i pochi che l’hanno fatto hanno ricevuto almeno lo stipendio di maggio. Lo sciopero continua».

«L’azienda ha ricevuto più di un milione di euro di pagamenti da parte dei clienti ad inizio anno – afferma Jury Citera di Fim Cisl – è inaccettabile che i dipendenti si ritrovino a dover chiedere una paghetta per poter vivere».

«Sapevamo che la divisione di Mep in due aziende non prospettava niente di buono, mancando nuovi investimenti – osserva Fabbri di Ugl – Ilardi dica chiaramente se è intenzionato ad andarsene dal territorio».

Sconforto, disperazione tra i dipendenti Mep. «Da maggio non vedo un euro – racconta Emiliano Megna, 40 anni- ed ho due bambini, che necessitano anche dei libri di scuola per il nuovo anno».

«Pago 470 euro di affitto ed ho due bambini» dice Gina Olivetta, 32 anni. «Il titolare non risponde a telefonate o sms, poi ad agosto ha detto che era in ferie – afferma Fabiana Roscigliana – noi alle ferie non ci abbiamo pensato, ho due figli per i quali adesso mi avvalgo solo di un assegno di mantenimento». «Sono sposato ma lavoravo solo io – racconta Cristian Amodeo – non ho figli e vista la situazione dico per fortuna, posso contare solo su qualche aiuto in famiglia».

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