Il Tirreno

Pistoia

In bici fino a Lourdes quindici pistoiesi insieme per Andrea

di Saverio Melegari
In bici fino a Lourdes quindici pistoiesi insieme per Andrea

La comitiva pistoiese partirà sabato con il bambino, affetto da una rara malformazione, i suoi genitori e tanti amici

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PISTOIA. Oramai è diventato un’atleta a tutto tondo e sabato prenderà il via quello che è il viaggio più importante della sua vita. Andrea, 12 anni, nato con una rarissima malformazione genetica è pronto a prendere posto sulla bicicletta speciale che gli amici di tutti i giorni gli hanno costruito per un’impresa unica: andare da Valdibrana a Lourdes in 12 giorni e coprire 1.283 chilometri fra pianure, colline e alte montagne. Accanto a lui ci sarà il padre, appassionato ciclista. Ma non solo, visto che in tutto sono ben quindici i pistoiesi che parteciperanno a questo viaggio che si concluderà il 25 settembre in occasione del 110° anniversario della nascita dell’Unitalsi.

E con una bicicletta simile, partirà verso Lourdes anche Elena, 42 anni, diversamente abile, che si è fatta convincere ad affrontare quest’avventura. Un viaggio reso possibile anche grazie al contributo arrivato dall’ultima “Biciclettata della Salute”, che si è disputata domenica scorsa caratterizzata da oltre 2500 iscritti (c’era al via anche tutto il gruppo che andrà a Lourdes), ha donato 2900 euro a “Unitalsi Pistoia: progetto Andrea” che sono stati consegnati ieri pomeriggio nella chiesa di Valdibrana. Una cerimonia particolare, visto che i ragazzi di “Quelli che il Cofax” (gli organizzatori della “Biciclettata”) hanno consegnato l’assegno durante la messa celebrata dal vescovo di Pistoia, monsignor Mansueto Bianchi per la benedizione di Andrea e dei suoi “scudieri” che sabato mattina partiranno alla volta di Lourdes.

Come raccontano Giulio e Federica, i genitori di Andrea, quando il figlio nacque la diagnosi fu “non compatibile con la vita” ed, inevitabilmente, ad entrambi cadde il mondo addosso con i rimorsi per non poter svolgere una vita normale.

I primi anni sono stati i più difficili perché le crisi che ha dovuto affrontare Andrea erano toste. Però, poi, le sue condizioni di salute si sono stabilizzate ed allora i suoi genitori hanno deciso di iniziare a fargli provare assaggi di vita “normale”, tutto ciò che di solito dei genitori fanno con un figlio. Compresi, perché no, dei viaggi in bici insieme. Che possono essere anche delle vere e proprie vacanze sui pedali, visto che soprattutto papà Giulio ha la passione delle due ruote nel sangue.

Così si è arrivati a questo lungo percorso, che ha i contorni dell’impresa. «Ci siamo sempre detti – dice Federica Bresci, la madre di Andrea – che con questa pedalata sfidiamo tutte le forze di gravità. La nostra non è una gara ma una testimonianza per la vita perché vale la pena di viverla senza buttare via nemmeno un istante. In questi mesi è stata aperta la raccolta fondi e voglio ringraziare tutti quelli che ci sono stati vicini come gli amici della “Biciclettata della Salute” che hanno raccolto davvero una cifra importante. Siamo dell’idea che si può vivere la vita con gioia anche se non ci è stato concesso il meglio e ricordare questa avventura se un giorno il nostro Andrea non ci sarà più».

Il gruppo che accompagna Andrea, guidato in ogni momento dal papà Giulio, oramai non è certo alle prime armi visto che il debutto in questo tipo di “maratone in bicicletta” risale al 2010 con la partecipazione alla “Marcia della pace” da Pistoia ad Assisi passando per il viaggio verso Loreto nel 2011 e la tre giorni dello scorso anno per arrivare a Roma con Andrea e tutto il gruppo accolti dal sindaco della capitale Gianni Alemanno che ha consegnato loro la statuetta della Lupa, simbolo della città.

Sabato, però, si parte per un mondo nuovo. Dodici tappe con le seguenti soste: Bocca di Magra, Camogli, Albenga, Nizza, Saint Tropez, Cassis, Arles, Sète, Marsiglia, Tolosa, Trie sur Boise per arrivare ai piedi dei Pirenei al santuario di Lourdes.

In tutto sono 1283 chilometri di speranza, di caldo o di intemperie per far vivere ad Andrea un’avventura splendida. Perché la vita è una sola ed oltre a combattere ogni giorno, come fa il ragazzo, per non far vincere il male è anche giusto godersela fino in fondo.

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