Sicurezza
Flash mob delle “pettorine” per la salvezza dell’ospedale
MARCELLO. Prima del lancio della mongolfiera a sorpresa, ma con l’autorizzazione della Soms Baccarini che ha organizzato i festeggiamenti patronali al pari del comune di San Marcello, un discreto...
MARCELLO. Prima del lancio della mongolfiera a sorpresa, ma con l’autorizzazione della Soms Baccarini che ha organizzato i festeggiamenti patronali al pari del comune di San Marcello, un discreto numero di ragazzi e ragazze della montagna pistoiese hanno inscenato un ballo di gruppo, un flash mob, terminato con la visione a tutta la piazza di uno striscione che recitava così: “No alla chiusura dell’ospedale”. Tutti i ragazzi che hanno ballato indossavano le ormai famose pettorine con la scritta “Montagna Pistoiese è qui che voglio vivere”. Dopo la corsa podistica della Pistoia-Abetone e la loro marcia silenziosa in direzione opposta alla corsa, questa è la seconda forma di protesta durante un’evento di rilevanza extra-provinciale, cercando di riproporrere alla cittadinanza il tema caldissimo della sanità pubblica e i rischi che sta correndo il termini di servizi erogati dell’ospedale Pacini di San Marcello. Dopo il ballo e applauditi dalle persone presenti sulla piazza, i ragazzi hanno consegnato questo comunicato. «Come molti sanno l’8 gennaio 2013 è stata comunicata dal dottor Abati, presidente dell’Asl, la chiusura del reparto di chirurgia e della sala operatoria dell’ospedale montano. La decisione era stata presa però molto tempo prima, quando in virtù di scelte economiche e politiche siamo arrivati al sotto-utilizzo del reparto di chirurgia e poi alla decisione di sopprimerlo. Dovevamo allarmarci prima, adesso dobbiamo cercare di salvaguardare almeno ciò che è rimasto, riflettendo su alcuni aspetti. Chiudere un ospedale significa aumentare le liste di attesa, diminuire i posti letto, rendere più frettolosa l’assistenza e tutto questo porta a rivolgersi verso le strutture private e la cosa non è giusta, perché significa anche percorrere lunghe distanze anche per le cose più banali che potrebbero essere risolte presso il Pacini di San Marcello. I politici ci dicono che non ci sono i soldi per cui si devono chiudere e trasformare i piccoli ospedali, ma se non ci sono i soldi come è stato possibile costruire 4 nuovi ospedali in toscana? . Non sarà invece che si dà per scontato che la gente che vive in piccole frazioni come sono le nostre, si deve rassegnare a perdere tutti i servizi? Pensiamo e pensate come era la montagna solo 15-20 anni fa». (a.s.)
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