Il Tirreno

Pistoia

Troppo «nero», stop a 4 aziende

di Corrado Benzio
Troppo «nero», stop a 4 aziende

Controlli della Forestale di Pistoia anche nei vivai: trovati solo due lavoratori non assicurati

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Controlli nel settore del taglio dei boschi e nei vivai per verificare la presenza di lavoratori al nero.

I controlli sono stati fatti

dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato, comando Stazione di Pistoia.

Tutto nasce da una serie di controlli nelle aree boscate della provincia, dove sono in corso tagli boschivi.

Qui la Forestale ha eseguito accertamenti nel territorio boschivo della Provincia «mirati al contrasto dell’impiego di cittadini extracomunitari e sul lavoro nero». Insomma si voleva controllare la presenza di lavoratori senza assicurazioni, in particolare e xtracomunitari.

Ma questi controlli hanno inoltre riguardato anche delle aziende di ortaggi e vivai, sempre del territorio di pistoiese. dove oltre ai proprietari vi lavora manodopera esterna.

Al di là della fatto che questi controlli vengono eseguiti normalmente anche dall’Ispettorato provinciale del Lavoro o dai carabinieri del nucleo del Ministero del Lavoro, sembra che la situazione sul lavoro nero sia nella media, insomma dai dati forniti dalla Forestale, almeno per i vivai, non si evincono situazioni clamorose, rispetto a quelle che spesso si sentono denunciare, almeno a parole.

Come si legge nel comunicato della Forestale di Pistoia: dai controlli nei boschi ono scaturite violazioni di natura amministrativa, «in quanto sei imprese stavano lavorando con un totale di tredici persone non regolarmente assunte e quindi non essendo assicurati, le ditte evadevano i contributi da versare all’Inps.

Altro provvedimento preso dalla Forestale è stato il fermo amministrativo di quattro cantieri compreso i mezzi utilizzati (trattori ecc.), fino al pagamento delle sanzioni comminate.

Poi si è passati ai controlli nei vivai, luoghi cruciali dell’attività economica di tutta la provincia di Pistoia.

I controlli eseguiti presso alcune aziende vivaistiche – spiega ancora il Corpo Forestale dello Stato –hanno portato alla scoperta dell’impiego di due lavoratori non regolarmente assunti e non assicurati con evasione contributiva presso l’INPS, anche in questi casi sono state contestate sanzioni per un importo di € 13000 e l’obbligo di regolarizzare i lavoratori presso la direzione territoriale del lavoroe l’Inps.

Insomma il lavoro nero nei vivai sembra veramente al minimo.

Ci sono poi gli aspetti penali che sono stati comunicati alla Procura.

Si parla di: 1) violazione al regio decreto 523 risalente al 1904 (testo unico opere idrauliche). al decreto legislatico 42/ del 2004 (Vincolo Paesaggistico); e all’articolo 734 del codice penale (Deturpamento di bellezze naturali) in quanto in un cantiere erano in corso dei lavori di alterazione dell’argine e interno dell’alveo con movimenti terra di un corso d’acqua pubblico senza le dovute autorizzazioni; 2) violazione all’art. 22 c. 12 del decreto 286/98 per impiego sul lavoro di persone sprovviste di permesso di soggiorno che sanziona con la pena della reclusione da 3 mesi a 3 anni e la multa di € 5000 per ogni lavoratore al nero.

Inoltre sono state contestate anche sanzioni amministrative per violazioni alla Legge Forestale per taglio di piante non regolare. E comunque non autorizzato dalle autorità. Gli importi contestati ammontano a 18mila euro.

Le persone trovate a lavorare nei cantieri e nei vivai – ricorda la Forestale nel comunicato in cui si fa un riassunto dell’attività svolta – sono state tutte identificate. Si tratta di albanesi – gli unici extracomunitari presenti – oltre a rumeni e italiani.

Gli accertamenti fatti dalla Forestale di Pistoia sono stati distribuiti, come è spiegato nel comunicato, in un periodo di sei mesi, dal gennaio al giugno scorso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa