Il dolore
Il padre scrive anche a Striscia la notizia
Purtroppo nella lettera compaiono minacce esplicite contro i medici che seguono l’iter all’Inps
PISTOIA. Il padre di Claudia ha scritto anche a Striscia la Notizia, per denunciare i tanti problemi avuti con Inps ed Als. Una lettera in cui non mancano passaggi drammatici e toni durissimi nei confronti di un medico.
«Mia figlia Claudia - si legge - è affetta da una malattia genetica, la sindrome di Prader willi. Da quando ha 18 anni siamo rimasti senza carico sanitario per 9 lunghi mesi. Nel frattempo mi era arrivata una lettera dell'Inps nel marzo 2012 dicendo che mia figlia era prossima al compimento della maggiore età e dovevo recarmi a un patronato per fare domanda di istante maggiorenne, quando invece già li aveva già compiuti. Sono andato al patronato Cgil è quando ho fatto notare la cosa mi hanno detto che era un errore di battitura e che non era un problema vista la patologia genetica: sarebbe bastato inoltrare la domanda e tutto si sarebbe risolto».
«Invece siamo stati chiamati a visita medica da parte dell’Inps che nonostante nella lettera elencassero le dieci patologie per le quali non si doveva fare nessuna visita tra cui ci sono le malattie genetiche hanno preteso fare visitare mia figlia da un presidente di commissione e i probemi sono cominciati. Quando mi sono recato da questo personaggio e gli ho spiegato la nostra situazione di mancato carico sanitario e che avevo una lettera scritta dalla dottoressa che l'aveva seguita fin da piccola lui ha preteso farla visitare da un medico per adulti che tanto non era un problema visto la patologia genetica e ha scritto sulla richiesta di scrivere a chiare lettere se secondo il medico che avrebbe visitato mia figlia era da accompagnamento quando invece doveva essere lui ha dire questo».
«A settembre dello scorso anno – scrive ancora Campanaro – era arrivata la lettera che diceva che mia figlia era inabile al lavoro al 100% ma senza accompagnamento quando sono tornato al patronato Cgil mi è stato consigliato di non fare ricorso perché rischiavo di pagare le spese in caso di perdita e che era meglio fare domanda di aggravamento. Il 21 dicembre mi arriva una lettera dell'Inps che mi intimava di restituire 1800 euro entro il 31 dicembre e che da gennaio 2013 avrei percepito solo l'invalidità senza accompagnamento. Il ricorso andava avanti e la data fissata dal giudice per la visita era il 12 luglio 2013. Ma a maggio mia figlia ha un arresto respiratorio con edema polmonare e va in terapia intensiva, i medici ci dissero che non avrebbe superato la notte. Claudia ha superato la settimana ed è stata trasferita in medicina dove è rimasta per 20 giorni circa e alla fine l'abbiamo riportata a casa chiesi di spostare la sede della visita a casa visto le condizioni di mia figlia e mi è stato detto che se il 12 luglio non avrebbe avuto la capacità di recarsi alla visita avrebbero visitato a casa. Il 12 luglio con la macchina della Misericordia siamo andati alla visita ma dopo 15 giorni siamo ritornati in ospedale. I pompieri l’hanno calata giù dal balcone con la scala antincendio per un'altra crisi respiratoria e ci siamo fatti altri 20 giorni di ospedale con poco personale e ho dovuto chiamare carabinieri e polizia per ben due volte. Alla terza il 15 agosto volevo fare una denuncia e arrivata la pattuglia dei carabinieri per appurare lo stato delle cose e la dottoressa di turno con l'infermiera non hanno voluto rispondere alle domande del carabiniere. Sono stanco e stufo di combattere contro tutto e tutti voglio solo dedicarmi a mia figlia e ricominciare a lavorare prima che perdo anche il lavoro».
Poi le minacce.
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