Lutto
Passaggi a livello spesso aperti sulla ferrovia Porrettana
PRACCHIA. Una situazione «fra il comico e il disastroso». Stiamo parlando della ferrovia Porrettana e a definirla in questo modo è Maurizio Cioni, residente alla Dogana di Pracchia. Non una novità,...
PRACCHIA. Una situazione «fra il comico e il disastroso». Stiamo parlando della ferrovia Porrettana e a definirla in questo modo è Maurizio Cioni, residente alla Dogana di Pracchia. Non una novità, viste le proteste sui disservizi della tratta ferroviaria che si susseguono a ritmo costante, ma quel che racconta Cioni ha del paradossale. «A parte i ritardi congeniti di Trenitalia – scrive il pendolare pracchiano – consideriamo che avviene quanto segue: passeggeri che debbono offrirsi in aiuto al personale (in verità sempre corretto e disponibile) per bloccare il traffico delle auto ai passaggi a livello che non si chiudono, scendendo dal treno e risalendo fino al successivo passaggio a livello. Capitreno che debbono scendere a spostare i vari detriti ed altre amenità assortite».
«Inoltre – prosegue Cioni nella sua lettera –sarei curioso di sapere quale improrogabile ed imprescindibile necessità ha suggerito alle Ferrovie di ritardare la partenza del treno 6373 di 10 minuti con conseguente arrivo a Pistoia alle 7.45. Infatti prima era alle 6.45 con arrivo 7,35 e questo consentiva (talvolta, salvo ritardi) di usufruire del treno in partenza da Pistoia per Viareggio alle 7.45. Adesso è previsto l'arrivo da Porretta alle 7.45 (!) di conseguenza abbiamo il piacere di veder partire tale treno. Possibile che a nessuno proveniente da Porretta e successive stazioni interessi la tratta Pistoia-Viareggio? O forse l'importante è scoraggiare l'utilizzo della Porrettana al fine di chiuderla definitivamente sostenendo che non vi sono passeggeri?»
Una sensazione, quest’ultima, più volte citata nelle proteste pubblicate dal Tirreno negli ultimi anni a proposito della Ferrovia Porrettana.
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