Sicurezza
Multa salata al Comune per la stazione dei rifiuti
La Provincia ha contestato una sanzione che si aggira sui 31mila euro dopo le irregolarità emerse in due sopralluoghi dell’Arpat nell’impianto
MARCELLO. In questi tempi di crisi a nessuno farebbe piacere trovarsi a pagare una multa salata. La sventura è toccata al comune di San Marcello che, stando ai fatti attuali, dovrà sborsare un importo a 5 cifre (si parla di 31mila euro) a seguito di una sanzione per la cattiva gestione delle stazione di trasferimento rifiuti urbani e centro di stoccaggio e trattamento rifiuti inerti ubicato nella zona industriale dell’Oppiaccio. Tutto è cominciato nell’aprile scorso quando un sopralluogo di Arpat Pistoia rilevò alcune irregolarità.
Il risultato del secondo controllo sarebbe poi sfociato nella sanzione emessa dalla Provincia di Pistoia. Per meglio comprendere il fatto, è opportuno spendere due parole sulla stazione di trasferimento dell’Oppiaccio che fu inaugurata agli inizi degli anni duemila sotto l’allora amministrazione comunale guidata dal sindaco Moreno Seghi. Aperto dal lunedì al sabato dalle 7.30 alle 12.30, il centro funge da punto di raccolta per i rifiuti indifferenziati provenienti dal territorio di San Marcello. Vi si trova inoltre l’area ecologica, il deposito per tutti i rifiuti di tipo “particolare” - ingombranti, pneumatici, batterie per automobili e cellulari, pile, residui metallici e vegetali - nonché il centro di conferimento dei calcinacci cui fanno capo le ditte edili di buona parte della montagna.
La vicenda per il comune di San Marcello ha avuto inizio il 19 aprile 2013, quando il personale Arpat si presentò all’Oppiaccio per svolgere alcuni controlli sugli impianti del centro di stoccaggio e trasferimento. In quella sede furono riscontrare alcune irregolarità riguardanti la manutenzione e gestione di registri e materiali. Il 27 maggio Arpat si presentò per un nuovo controllo che, nonostante i provvedimenti adottati nel frattempo dal Comune, rivelò ancora la sussistenza di alcune criticità. Arpat, che potremmo definire un soggetto terzo di controllo a supporto di altri enti, ha trasmesso dunque il 20 agosto il verbale relativo ai propri sopralluoghi alla Provincia, ovvero l’ente competente che ha autorizzato tali impianti alla gestione dei rifiuti.
«Le verifiche ispettive di Arpat – spiega l’assessore provinciale all’ambiente, Rino Fragai - hanno evidenziato delle criticità gestionali che per legge comportano una sanzione amministrativa pecuniaria che può variare da 15.500 a 93.000 euro per la non corretta tenuta del registro di carico e scarico rifiuti. Il fatto che il soggetto sanzionato sia un ente pubblico è solo un fatto occasionale». La sanzione, elevata dal Servizio di difesa del suolo e predisposta dal servizio tutela ambientale, è già stata notificata al Comune che potrà opporre le proprie argomentazione. Dall’andamento del procedimento dipenderà l’importo effettivo della sanzione che per adesso si attesterebbe sui 31mila euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
