Il dolore
La messa per la pace nel rifugio antiaereo
Il vescovo Bianchi aderisce all’appello del Papa scegliendo le gallerie dell’ex fabbrica di proiettili Smi
PISTOIA. Una messa per la pace a 20 metri sotto il suolo, in una cappella scavata nella roccia sotto la vecchia fabbrica, oggi dismessa, che produceva pallottole da guerra e poi, da ultimo, anche i tondini per i primi euro. Una messa nel rifugio antiaereo costruito 75 anni fa a Campotizzoro. Presiede il vescovo di Pistoia, Mansueto Bianchi, che ha scelto un luogo unico, un simbolo a forte intensità di suggestione, per aderire all'appello di papa Francesco con una giornata di digiuno per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero. La celebrazione eucaristica pistoiese è prevista alle 11,30 di domenica. Per motivi organizzativi non è stato possibile - spiegano ambienti diocesani - svolgerla all'interno dell'orario indicato da papa Francesco per la "giornata di digiuno e di preghiera" in favore della pace (dalle ore 19 alle ore 24 di sabato, vigilia della ricorrenza della Natività di Maria "regina della pace"). Domani però (inizio ore 19) la diocesi di Pistoia, in collaborazione con le parrocchie del centro storico cittadino, svolge la sua "veglia per la pace" che sarà ospitata nella parrocchia di San Paolo, in città: adorazione eucaristica, preghiera, meditazione e Rosario, con la presenza del vescovo Bianchi. Numerose altre parrocchie del vasto territorio diocesano pistoiese aderiscono alla veglia di preghiera chiesta dal papa. Varie le iniziative con veglie, digiuni e preghiere. A Quarrata (chiesa di Santa Maria Assunta) adorazione alle 18 e Santa Messa alle 19 di domani. Iniziative anche nelle parrocchie di Vicofaro, Ramini, Bonelle. Ma un’evidente originalità ha il luogo individuato dal vescovo per la messa domenicale, con particolare anche se non esclusivo invito alle parrocchie della montagna pistoiese: è la piccola cappella nel rifugio antiaereo sotto la superficie dello stabilimento Smi (Società metallurgica italiana). «La follia degli uomini sembra oggi di nuovo vicina alla follia della guerra e molto si parla ancora di armi chimiche: ci è sembrato significativo – spiega mons. Bianchi – celebrare messa proprio in questo rifugio, sotto terra, dove sono ancora palesi i segni del terrore derivante dai bombardamenti e dalle minacce legate all'uso dei gas». Considerata la particolarità del luogo, la partecipazione alla santa messa è limitata a 200 persone. Nelle gallerie la temperatura è di 15 gradi: si raccomanda di portare un coprispalla adeguato.
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