Sicurezza
Chiesto il processo per Ferrari e gli ex vertici della Conad
Tra gli imputati anche l’avvocato-immobiliarista Andrea Baldi Caduta l’accusa di appropriazione indebita, restano frode fiscale e bancarotta
PISTOIA. Nessuna prova della maxi-appropriazione indebita di quasi 18 milioni di euro loro attribuita al momento dell’arresto. Nel capo di imputazione formulato dal pm al termine delle indagini, solo due i reati contestati: concorso in bancarotta fraudolenta e frode fiscale.
È per rispondere di queste accuse che, il 16 settembre prossimo, si dovranno presentare davanti al giudice dell’udienza preliminare di Roma. Si tratta del presidente dell’Ac Pistoiese, Orazio Ferrari, 62 anni, immobiliarista, e di Ugo Baldi, 66 anni, amministratore delegato di Conad del Tirreno. La procura romana ha chiesto il rinvio a giudizio anche dell’ex presidente Conad Tirreno, Silvano Ferrini, 68 anni, dell’ex dirigente dello stesso gruppo Ettore Conti, e del 63enne avvocato-immobiliarista Andrea Baldi, tutti e tre pistoiesi, nonché di Luigi Minischetti, 64 anni, ex presidente del Banco di Lucca.
Tutti rimasti coinvolti nell’operazione della Guardia di Finanza “Fuori Tutto” che, nel giugno 2011, sfociò il 46 provvedimenti di custodia cautelare a livello nazionale, ipotizzando una maxi-frode fiscale orchestrata da uno studio di commercialisti romani con a capo l’allora presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi, e il collega Carlo Mazzieri: centinaia di società sull’orlo del fallimento e indebitate, svuotate e trasferite all’estero dopo essere state cedute a dei prestanome.
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