Il dolore
Dibattito sul Pd, Bertinelli spara a zero
PISTOIA. Circa duecento persone hanno ascoltato, lunedì sera, il dibattito tra il sindaco Samuele Bertinelli e il candidato alla segreteria regionale Pd, il deputato Dario Parrini, alla Festa...
PISTOIA. Circa duecento persone hanno ascoltato, lunedì sera, il dibattito tra il sindaco Samuele Bertinelli e il candidato alla segreteria regionale Pd, il deputato Dario Parrini, alla Festa democratica del circolo Arci di Ponte alle Tavole.
Si doveva parlare della capacità del Pd di «interpretare i bisogni del Paese e governare il cambiamento» e i due ospiti l’hanno fatto con energia e franchezza, rispondendo fin quasi a mezzanotte alle domande del giornalista Fabio Calamati.
Bertinelli ha ribadito alcuni giudizi molto critici sul Pd già ascoltati in altri recenti appuntamenti pubblici. Secondo il sindaco il suo partito sconta un errore di base, l’esser nato «come una riedizione in sedicesimo, con vent’anni di ritardo, del compromesso storico». Ma i problemi della sinistra, per Bertinelli, risalgono ancora più a monte, a quel 1989 che segnò la fine della prima repubblica senza riuscire a porre le basi per una seconda.
E anche il dibattito precongressuale di oggi gli appare dominato da tatticismi e personalismi, mentre continua a mancare una efficace analisi dei cambiamenti della società e una proiezione europea, all’insegna dell’appartenenza di campo («senza vergogna») all’Internazionale socialista.
Ai drastici giudizi di Bertinelli hanno fatto da contraltare le valutazioni di Dario Parrini, certo critiche verso tanti aspetti del partito (l’organizzazione, la leadership debole, la mancanza di vita democratica interna) ma in linea generale fiduciose che un vero rinnovamento interno possa e debba portare il Pd alla guida del paese (Parrini è un sostenitore di Matteo Renzi e numerosi, lunedì sera, erano i “renziani” pistoiesi tra il pubblico).
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