La protesta
«Fuori in attesa dell’arrivo del medico»
Acqua neve o vento e i pazienti stanno in piedi, all'aperto fuori dall'ambulatorio medico. In attesa che arrivi il medico e apra loro la porta dell'ambulatorio, sperando che non sia in ritardo a...
Acqua neve o vento e i pazienti stanno in piedi, all'aperto fuori dall'ambulatorio medico. In attesa che arrivi il medico e apra loro la porta dell'ambulatorio, sperando che non sia in ritardo a causa di visite urgenti. È accaduto a Campo Tizzoro, come testimonia Ornella Cattani, abitante a Campo Tizzoro ed ex dipendente Usl, che scrive: «Un vero e proprio disservizio all'ambulatorio. Il 30 agosto, alle ore 7,15, dieci persone sostavano davanti alla porta chiusa dell’ambulatorio Asl di Campo Tizzoro, in via Serrina.
Presumo che le scelte dei nostri amministratori legate alla riqualificazione, organizzazione e potenziamento dei servizi Asl sul territorio abbiano fatto sì che l’attività di apertura, con congruo anticipo, dell’ambulatorio per prelievi e per la medicina generale, sia stato abolito in nome del risparmio e del corretto utilizzo dei pochi soldi pubblici. I disagi saranno sicuramente maggiori nel periodo autunnale e invernale quando pioggia e neve ci accompagneranno per mesi. A nome personale e dei cittadini della Montagna che siamo anche pochi, vecchi, uggiosi e sparsi, chiedo che il “potenziamento” dei servizi preveda non i disagi sopra descritti o la prossima chiusura di presìdi territoriali, ma il mantenimento di quelle minime attività che servono per assicurare un decente funzionamento della sanità».
La lettera di protesta è indirizzata al sindaco del Comune di S. Marcello, Silvia Cormio (nella foto), ai capigruppo del consiglio comunale, al direttore generale Asl 3 e al consigliere regionale Gianfranco Venturi.
Sauro Romagnani
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