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Aziende dell’indotto in allarme «Non vogliamo pagare noi»

Aziende dell’indotto in allarme «Non vogliamo pagare noi»

PISTOIA. «È inaccettabile che a pagare gli errori commessi da Finmeccanica nel passato siano le aziende dell’indotto». Simone Balli, presidente di Confartigianato, esprime tutta la sua preoccupazione...

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PISTOIA. «È inaccettabile che a pagare gli errori commessi da Finmeccanica nel passato siano le aziende dell’indotto». Simone Balli, presidente di Confartigianato, esprime tutta la sua preoccupazione per le prospettive sul futuro di AnsaldoBreda. L’idea di sdoppiare la società, con la creazione di una “bad company” destinata ad accollarsi le commesse incagliate (come quella dei treni ad alta velocità V250 rifiutati dalle ferrovie belghe e olandesi) non piace per niente alle piccole imprese dell’indotto ferroviario che fanno capo all’associazione.

Lo stratagemma della “bad company” è considerata da Finmeccanica (azionista unica dell’azienda ferroviaria) una opzione utile perché consentirebbe ad AnsaldoBreda di scrollarsi definitivamente dalle spalle il peso di errori compiuti nel passato e cercare con più probabilità di successo un partner sul mercato internazionale. Ma la creazione della bad company ridurrebbe le probabilità di essere pagati completamente per i creditori dell’azienda pistoiese. E tra questi, in prima fila, ci sono ovviamente le decine di aziende artigiane dell’indotto. «Il danno per i subfornitori – si legge in una nota della Confartigianato – sarebbe talmente pesante che si rischia la chiusura di decine di imprese e la perdita di centinaia di posti di lavoro».

«L’aspetto peggiore – afferma il presidente provinciale di Confartigianato Simone Balli – è che brancoliamo nel buio. Le notizie che arrivano appartengono alla sfera del sentito dire e le stesse aziende dell’indotto che ormai da anni collaborano con lo stabilimento di via Ciliegiole non sono riuscite ad avere informazioni più concrete. Lavorare in questo clima di incertezza è come una roulette russa: non si possono fare programmi di alcun genere».

Di qui la richiesta di Confartigianato Pistoia (che comunque ha già allertato i livelli nazionali) alle istituzioni locali, alle associazioni locali e ai sindacati «di creare un analogo tavolo di crisi per monitorare la situazione e sollecitare la Regione ad appaltare la costruzione dei prossimi treni regionali a chilometro zero».

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