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Pistoia

Reperibilità, l’Asl non rispetta il contratto

Reperibilità, l’Asl non rispetta il contratto

L’Intersindacale medica interviene anche sui problemi dei servizi di guardia nei due reparti

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PISTOIA. «Il medico psichiatra di guardia presso il Centro di salute mentale durante i giorni festivi e prefestivi non è contemporaneamente in pronta disponibilità: il medico è solo medico di guardia e presta servizio e può essere chiamato ad intervenire, analogamente ad altri servizi (118, guardia medica etc ), in diverse sedi sia presso lo stesso Csm come presso il Spdc in ospedale o nel territorio o al domicilio del paziente».

Così l’Asl in risposta alla lettera inviata dal dottor Canovaro dell’Intersindacale medica al direttore sanitario Lucia Turco, denunciando “l’uso” delle reperibilità in psichiatria come turni di guardia mascherati. La replica aziendale non convince l’Intersindacale.

«Il contratto è chiaro - scrivono i sindacati dei medici - e prevede l' istituzione di distinti servizi di guardia medica attiva per il dipartimento d'emergenza, per le Unità operative ospedaliere, per i servizi speciali di diagnosi e cura e per il territorio considerando ciascuno come ambito separato (Ccn art. 16 comma 1, 3 novembre 2005).

I Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) di Pescia, così come quello di Pistoia, a tutti gli effetti, sono reparti di degenza ordinaria ospedaliera e come tali devono prevedere la presenza del medico nelle 12 ore diurne nei giorni feriali e di un servizio di guardia attiva nei giorni festivi e la notte. Nel caso in cui non fosse possibile attuare la guardia attiva, deve essere instaurato un servizio sostitutivo di reperibilità. E proprio nel considerare le necessità del paziente ricoverato in Spdc analoghe a quelle di altri pazienti degenti in reparti ad elevato carico assistenziale, che il Ccn ha previsto la guardia attiva nei servizi speciali di diagnosi e cura. Infatti, dati della letteratura scientifica internazionale indicano un rischio di morte molto più elevato (2-4 volte superiore) sia per cause naturali (es. malattie cardiovascolari, pneumologiche, etc) che non naturali (suicidi o incidenti) nei pazienti ricoverati con patologie psichiatriche organiche rispetto a pazienti ricoverati per altre patologie o alla popolazione generale. I Csm sono invece strutture territoriali e pertanto l'attività di guardia compete ai servizi territoriali, non a quelli ospedalieri».

È qui, sostiene l’Intersindacale, che nasce la contraddizione: «Un solo medico psichiatra di guardia presso il Csm, struttura territoriale, dovrebbe rispondere a qualsiasi urgenza non solo sul territorio ma anche all'interno dell'ospedale venendo ad operare contemporaneamente come figura di guardia (Csm) e di pronta disponibilità (Spdc). Ma il contratto è chiaro: il servizio di pronta disponibilità può essere solo sostitutivo od integrativo dei servizi di guardia.

L'Azienda si contraddice quando asserisce che il medico al Csm, è comparabile alla figura del medico del 118 o di guardia medica: questi ultimi due non rispondono delle urgenze all'interno dell'ospedale ma solo alle chiamate sul territorio. Se così è, allora lo psichiatra di guardia al Csm deve intervenire solo sulle urgenze del territorio mentre il servizio ospedaliero deve essere affidato ad altro medico di guardia specialistica come previsto da contratto. Questo problema si è venuto a creare con l'apertura anche il sabato ed i festivi del Csm in assenza di personale sufficiente a supportare il nuovo modello organizzativo».

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