Gioco
«A psichiatria pazienti uguali agli altri»
L’Asl ribadisce che i malati di mente non possono essere segregati: quindi le porte resteranno aperte
PISTOIA. L’Asl con un lungo comunicato fa sapere perchè le porte di psichiatria devono restare aperte.
«I due Servizi psichiatrici di diagnosi e cura del Dipartimento di Salute mentale di Pistoia (Pistoia e Pescia) – scrive l’Asl – applicano entrambi protocolli operativi per le “porte aperte”.
Questi sono condivisi nelle due équipe professionali, e prevedono che in determinati casi, e comunque a giudizio del medico e degli operatori presenti in servizio, le porte possano venire chiuse per il tempo ritenuto necessario a superare la criticità emergente è comunque sempre presente un sistema di allarme acustico che si attiva all’apertura delle porte.
Nel nostro articolo, secondo l’Asl «l’Intersindacale medica, purtroppo, non sembra limitarsi all’evidenziazione di un problema tecnico (che ad oggi è stato adeguatamente affrontato), ma pone un problema più ampio, ovvero la necessità di “chiudere le porte” sempre e comunque. Gli argomenti a supporto di questa proposta sembrano francamente ispirati ad una psichiatria ormai da tempo superata, richiamando idee quali la pericolosità “per sé e per gli altri” dei pazienti psichiatrici, ed enfatizzando una visione custodialistica e di controllo sociale del Servizio di Prevenzione Diagnosi e Cura.
«L’apertura delle porte – scrive l’Asl – ha significati rilevanti e ormai ampiamente accettati nella comunità scientifica: il paziente psichiatrico è un paziente come gli altri: la sua degenza in un reparto ospedaliero (che il legislatore ha proprio in questo senso voluto ubicato negli ospedali generali) non va intesa, nella stragrande maggioranza dei casi e dove non sia prevista la necessità di un Trattamento Sanitario Obbligatorio, come una sospensione dei suoi diritti né come una esperienza di segregazione. Il regime di volontarietà della cura implica che il paziente possa anche “decidere” di allontanarsi dal reparto e il fatto, in questo reparto, può essere comunque immediatamente segnalato acusticamente. E’ anche possibile concordare con gli operatori di riferimento le dimissioni. La degenza a “porte aperte” esprime e sottolinea, per il paziente e per i suoi familiari, le dimensioni di dignità e di umanità necessarie per la cura “anche” della fase acuta della malattia. La “posizione di garanzia” a cui l’intersindacale medica fa riferimento non può essere intesa come sostegno e legittimazione di atti di segregazione; la posizione di garanzia impone semplicemente, a medici ed operatori ( della salute mentale così come di ogni altro settore medico), una forte assunzione di responsabilità verso il paziente (sia nelle fasi critiche che nella quotidianità terapeutica), che si declina in una presa in carico forte ed attenta ai bisogni di cura.
«Anche per quanto riguarda il tema della reperibilitá e della mancanza del rispetto di norme contrattuali nell'articolo vengono riportate inesattezze: in Toscana infatti esistono altri SPDC che hanno la reperibilitá notturna, almeno altri 3 ospedali 1 ad Arezzo e 2 a Firenze, senza contare i nostri 2 nell'ASL di Pistoia ; inoltre è necessario precisare che Il medico psichiatra di guardia al Centro di Salute Mentale durante i giorni festivi e prefestivi non è contemporaneamente in pronta disponibilità : il medico è solo medico di guardia e presta servizio e può essere chiamato ad intervenire, analogamente ad altri servizi( 118 ,guardia medica etc ), in diverse sedi sia presso lo stesso CSM come presso il SPDC in Ospedale o nel territorio o al domicilio del paziente».
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