Il Tirreno

Pistoia

Il Belgio chiede altri 27 milioni all’AnsaldoBreda per i Fyra

di Corrado Benzio
Il Belgio chiede altri 27 milioni all’AnsaldoBreda per i Fyra

Pretende che l’Italia paghi alle Ferrovie Reali anche le nuove divise che dovranno indossare hostess e controllori nei treni che sostituiranno i nostri convogli messi fuori servizio

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PISTOIA. Per fortuna che il primo ministro italiano Enrico Letta aveva garantito il suo interessamento. Parliamo della vicenda dei treni Fyra di Ansaldo Breda che il Belgio non vuole più.

Dopo che è scoppiata la querelle il governo aveva assicurato il suo interessamento. Ed in effetti i risultati si sono visti. Il 3 agosto il tribunale di Utretcht ha stabilito che la fabbrica italiana dovesse restituire alle ferrovie belga 37 milioni di euro di garanzie bancarie versate dai belgi alla stesura del contratto.

Ora – la notizia è rimbalzata ieri dai media belga a quelli italiani – le Sncb (le ferrovie del regno del Belgio) chiedono ad AnsaldoBreda fra i 17 ed i 26 milioni di euro di danni per avere dovuto togliere dal servizio i nostri treni ad alta velocità.

I belgi si sono rivolti ancora una volta al tribunale di Utrecht che è in Olanda, perchè il capofila della commessa era l’ente ferroviario orange. Ed il contratto esprimeva espressamente che il foro competente era Utrecht.

Ma la richiesta danni delle ferrovie belga è quasi offensiva per la Breda. Si chiede anche di pagare tutte le nuove divise che i Belgi dovranno comprare per il personale, visto che andranno su treni con nuove livree.

Non solo, nella richiesta danni si chiede anche il risarcimento delle spese sostenute per mettere in strada i bus che sono stati usati come servizio sostituito fra Bruxelles e Amsterdam nel periodo in cui i Fyra sono stai tolti dal servizio.

Naturalmente i Belgi chiedono anche gli interessi per tutte queste spese sostenute in più.

Insomma le ferrovie belga dei nostri treni non ne vogliono più sapere ed insistono per chiedere danni su danni.

La notizia della nuova causa ha fatto deperire ulteriormente il titolo Finmeccanica alla Borsa di Milano.

Ad un certo punto della giornata borsistica era il peggior titolo sulla piazza con un meno 5%. A deprimerlo non solo la notizia che arrivava dal Belgio, ma il fatto che la Corea del Sud aveva definitivamente rifiutato una commessa per gli aerei Eurofighter che Finmeccanica costruisce tramite la controllata Alenia.

Notizie che non contribuiscono alla salute del titolo, ma anche alla salute industriale e all’immagine di un colosso che in Italia finanza praticamente il 50% dell’intera ricerca tecnologica del Paese .

Venendo alla vicenda belga, si spera che ci sia un giudice a Berlino, ma intanto i belgi vanno avanti con le cause come rulli compressori. L’ad Manfellotto prima tranquillizzò la stampa dicendo che i problemi legati ai treni Fyra si sarebbero risolti. Poi aveva parlato di altre questioni, evocando chissà quali misteri. Ora par di capire – viste che Sncb va avanti con le cause – che la partita dell’alta velocità in Belgio è ormai persa.

Per AnsaldoBreda, per la fabbrica di Pistoia e le sue maestranze sono notizie che non fanno bene.

Soprattutto alla luce del fatto che a Roma si continua a parlare di una forte cessione di quote delle aziende pubbliche.

Si vorrebbe vendere un po’ di Enel, Eni, Finmeccanica per vedere di rientrare in parte dal debito pubblico che ha superato ampiamente i 2 miliardi di euro.

Cessioni che potrebbero riguardare, come è ampiamente noto, anche AnsaldoBreda che potrebbe andare in dote ad un Cavaliere bianco. Il cui nome dovrebbe rispondere al nome di Hitachi, colosso giapponese nel campo delle ferrovie ma anche dell’elettronica.

Nell’attesa c’è da vedere se AnsaldoBreda sarà costretta a pagare anche le divise nuove a controllori e steward dei nuovi treni che sostituiranno i nostri Fyra. Da qualsiasi parte la si rigiri una storia che non aiuta la nostra fabbrica.

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