Il Tirreno

Pistoia

«Grazie ai suoi dolci occhi qualcuno tornerà a vedere»

«Grazie ai suoi dolci occhi qualcuno tornerà a vedere»

Il dolore del padre Daniele, medico di famiglia ed ex consigliere comunale, che ha dato il consenso per la donazione degli organi

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Marco aveva degli occhi bellissimi. Uno sguardo così dolce... Almeno, adesso, grazie a quei suoi occhi, qualcuno potrà tornare a vedere il mondo».

Non riesce a trattenere le lacrime babbo Daniele. Fino all’ultimo è rimasto al capezzale del figlio, ben consapevole, lui che è medico, della criticità delle sue condizioni, sperando in un miracolo pur sapendo che Marco, anche se ce l’avesse fatta, non sarebbe mai potuto essere quello di prima. E quando i colleghi del reparto di rianimazione del San Jacopo gli hanno comunicato dell’avvenuta morte cerebrale, non ha esitato nel dare il suo consenso alla donazione degli organi. Un gesto di generosità, in nome di suo figlio, in un momento di immenso dolore, grazie al quale, ieri pomeriggio, all’ospedale, è stato eseguito l’espianto delle cornee.

«Marco era un ragazzo pieno di vita, pieno di idee, impegnato sul lavoro e fuori – ricorda Daniele Francini – E ultimamente, dopo la sofferenza per la morte della mamma, nel 2002, aveva ritrovato anche il suo bel sorriso, aveva raggiunto finalmente la serenità, insiema alla sua Sara: si volevano molto bene».

Le moto e la musica le due grandi passioni di Marco. E poi la voglia di cercare di fare tutto sempre con le sue mani, che si trattasse di restaurare la sua Ducati d’epoca (che teneva al sicuro addirittura nel salotto di casa) oppure di costruirsi gli amplificatori per la chitarra elettrica.

«Faceva tutto da solo – prosegue il padre, anche lui con un passato di chitarrista e voce in uno dei più noti gruppi pistoiesi, i Red Oxide, chiamati ad esibirsi anche sul palco del Pistoia Blues negli anni Novanta – Fin da quando era piccolo: alle medie si disegnava già i progetti delle sue Ducati. Con le mani sapeva fare tutto. La sua moto se l’era restaurata da solo, era perfetta: l’altra sera l’avevo provata anch’io. Come il Maggiolone vecchio di quarant’anni che abbiamo giù in garage: l’abbiamo rimeso a posto insieme. L’abbiamo riportato a ferro: io gli tagliavo i pezzetti di lamiera da sostituire e lui li saldava al loro posto. Una grande passione...».

Un amante delle moto Marco, ma non uno spericolato.

«In moto ci sapeva andare, non era un principiante ma nemmeno un imprudente – conferma Daniele Francini – E poi la sua è una moto d’epoca, non fatta certo per correre, quella da corsa l’aveva venduta tempo fa».

Insieme alla fidanzata Sara, da qualche mese Marco aveva adottato un cane che era stato abbandonato, un dogo argentino, un altro segno della stabilità emotiva che aveva raggiunto negli ultimi tempi.

«Era un ragazzo sempre sorridente, pieno di vita – conferma il fratello minore Luca, che, diplomato al conservatorio, insegna musica in una scuola di Firenze – Come me aveva cominciato a suonare fin da piccolo e ha sempre continuato suonando la chitarra in diversi gruppi». (m.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web